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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

Scoperta la maxi frode sulle auto importate dalla Germania, false attestazioni depositate alla Motorizzazione di Foggia

A scoprirlo i funzionari dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli e i militari della Guardia di finanza di Perugia, che hanno sequestrato circa 2 milioni di euro di beni mobili e immobili nei confronti di nove soggetti e società accusati, appunto, di una frode carosello nel commercio di autoveicoli di provenienza unionale

Per non pagare le tasse e l'iva importavano auto immatricolate nell?Unione Europea. Le autovetture, la maggior parte provenienti dalla Germania e alcune dalla Danimarca, venivano acquistate senza versare l?Iva in Italia grazie anche a un sistema di false attestazioni depositate presso gli uffici della Motorizzazione di Palermo e Foggia. Certificazioni secondo le quali erano stati gli acquirenti ad acquistare le automobili nel paese intracomunitario, ma in realtà erano ignari dell?escamotage realizzato a loro insaputa.

A scoprirlo i funzionari dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli e i militari della Guardia di finanza di Perugia, che hanno sequestrato circa 2 milioni di euro di beni mobili e immobili nei confronti di nove soggetti e società accusati, appunto, di una frode carosello nel commercio di autoveicoli di provenienza unionale. Sotto sequestro sono finiti un capannone industriale, un appartamento, disponibilità finanziarie per 400mila euro nonché quote societarie in capo ai soggetti destinatari del provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari che ha così accolto la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Perugia.

Nel corso delle indagini i funzionari delle dogane hanno sentito i proprietari dei mezzi ? più di 100 le auto oggetto della imponente evasione - che non solo hanno disconosciuto la paternità dei documenti consegnati agli uffici della Motorizzazione, ma confermato l?acquisto presso il concessionario umbro. L?analisi dei rischi e l?accesso alle banche dati dell?Agenzia ha consentito poi di risalire a una serie di società italiane che si interponevano nei vari passaggi per attuare la frode carosello con falsi crediti Iva basati su fatture soggettivamente inesistenti.

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