20 letti in più per i senzatetto a Foggia: "Se la nostra colpa è di aver attivato la macchina dei soccorsi, ce la prendiamo volentieri"

Dopo l'articolo di Foggiatoday, si attiva la macchina istituzionale per allestire posti letto per chi vive per strada. Con immancabili accuse alla stampa. Poco male, l'obiettivo di mobilitare coscienze è stato raggiunto

Foto Ansa

Una cosa è certa: l’articolo di ieri di Foggiatoday relativamente alle mancate misure di tutela dei senzatetto in occasione dell’ondata di freddo artico che sta interessando anche Foggia, ha messo tutti in allerta, costringendoli a correre ai ripari, a fronte dell’indignazione di un’intera città. Seppur lanciando accuse alla stampa, “rea” di aver diffuso notizie false. Invettive che lasciano il tempo che trovano. Almeno per noi, interessati esclusivamente a raggiungere il risultato.

Prima il sindaco Landella, che ha dovuto prendere in mano le redini della situazione e, surclassando il suo stesso assessore competente, annunciare la messa a disposizione di strutture comunali (siamo ancora in attesa di capire quali), ove non bastasse il dormitorio di Sant’Alfonso de’ Liguori (assunto a propria iniziativa ma di fatto attività autonoma, gestita dai Fratelli della Stazione con il contributo quest’anno di due Fondazioni, Monti Uniti e Siniscalco Ceci – Emmaus). E il dormitorio non basta.

Oggi tocca all’Arcidiocesi di Foggia – Bovino che, attraverso un comunicato stampa, fa sapere di aver messo a disposizione 20 letti presso la Chiesa di San Salvatore e 30 presso la parrocchia di Sant’Alfonso (sempre quella gestita dai Fratelli della Stazione di cui sopra). Ma poco male. Quantomeno ve ne sarebbero venti in più. Anche questa volta con l’immancabile accusa di notizie false alla stampa: e pazienza se la direttrice della Caritas, Giusi Di Girolamo, proprio ieri dichiarava a Foggiatoday di non avere strutture disponibili (dopo la chiusura del Conventino) e di averne chieste anche al Comune, senza però ottenerne esito positivo. "Per il momento c'è solo il dormitorio di Sant'Alfonso, la Chiesa di San Salvatore è casa di accoglienza, non è dormitorio" dichiarava a noi la Di Girolamo; la stessa che poi ieri sera, dopo l’articolo di stampa, chiedeva con un post su Facebook materassi e coperte per allestire un dormitorio al fotofinish. E pazienza se il Comune, dopo aver detto di no alla Caritas (fonte Di Girolamo), abbia fatto spuntare dal cilindro dei locali comunali (pare), tra lo stupore delle stesse associazioni di volontariato, fino al mattino ignare di qualsivoglia misura da parte dell’amministrazione (men che meno di un piano antifreddo presentato il 15 dicembre scorso). Pazienza, signori. La colpa è della stampa.

E tuttavia, se la colpa è quella  di aver attivato la macchina dei soccorsi, ce la prendiamo volentieri. Sappiamo che oggi ci sono misure in più per chi vive per strada. Forse ancora poche, stando a quanto raccontano i volontari relativamente alla quantità di bisognosi. Ma qualcosa in più l'abbiamo ottenuta. E’ questo che conta.

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