Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Piazza Giovanni Panunzio

Una frase di Falcone celebra la memoria di Panunzio, l'imprenditore ucciso nel '92

A 21 anni dall'uccisione dell'imprenditore foggiano, autorità civili e militari, Libera e Confindustria, si ritrovano per rendere omaggio a "un uomo spigoloso e semplice"

Grande commozione e partecipazione questa mattina in piazza Giovanni Panunzio, dove alla presenza delle autorità civili e militari, dei rappresentanti di Libera e Confindustria, e dei familiari dell’imprenditore ucciso dal racket il 6 novembre del 1992, si è proceduto alla presentazione della targa realizzata dall’amministrazione comunale con incisa una frase di Giovanni Falcone: “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola”.

“Si tratta di una pietra grezza per ricordare un uomo spigoloso e semplice” ha affermato il sindaco - che ha aggiunto – “La città e lo Stato hanno combattuto una battaglia silenziosa contro l’illegalità ed oggi iniziamo a cogliere i risultati positivi di questa azione”.

Alessandro Cobianchi, referente regionale di Libera: “Stiamo tessendo fili di solidarietà e memoria grazie anche ad un nuovo clima. Le istituzioni sono vicine tra loro e si saldano con l’associazionismo per aiutare i cittadini a comprendere la reale portata del fenomeno mafioso in Puglia e sostenerli nell’essere cittadini consapevoli ogni giorno”.

Tano Grasso, presidente onorario dell’associazione Antiracket e Antiusura: “La Foggia che è qui non è quella del ’92, quando accanto alla famiglia non c’erano uomini delle istituzioni e della politica. Oggi si è costruito l'interesse per la legalità e la città deve comprendere che la tragica vicenda di Giovanni Panunzio è costitutiva del suo essere comunità”.

Lino Panunzio, figlio della vittima di mafia: “A noi continua a mancare come 21 anni fa. Ha combattuto per la legalità e per questo è stato condannato a morte”.

Il padre di Michele Fazio, vittima innocente della mafia barese: “Scendete in piazza e manifestate per la legalità e per liberare Foggia”

Gianni Mongelli, sindaco di Foggia: “Dobbiamo sconfiggere l’oblio della memoria di un uomo normale, con il quale ho condiviso momenti non facili ma la disperazione non ha mai preso il sopravvento sulla determinazione. La stessa che la città deve avere per allontanare i profeti di sventura e scacciare i colletti bianchi nascosti nelle istituzioni: non è per caso che il cippo sia rivolto verso il luogo in cui fu ucciso Francesco Marcone. Foggia ce la farà perché non intende accettare la propria sconfitta e vuole occuparsi del futuro dei nipoti che Giovanni non ha mai conosciuto. La città vi abbraccia perché vi vuole bene”.
 

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