Aggressione Mezzadri: la solidarietà dei colleghi, indagano i carabinieri

Il direttore sanitario del Lastaria di Lucera sarebbe stato aggredito dal parente di una dipendente alla quale sarebbe stato negato un cambio di turno o spostamento di reparto

Franco Mezzadri

In merito alla sconcertante aggressione subita dal direttore sanitario dell’Ospedale Lastaria di Lucera, Franco Mezzadri, i carabinieri della città federiciana hanno aperto un’inchiesta e cominciato ad ascoltare alcuni testimoni tra il personale medico che nella tarda mattinata di ieri si trovava sul luogo dell'accaduto.

Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, il dottore sarebbe stato aggredito nel suo ufficio dal parente di una dipendente alla quale sarebbe stato negato un cambio di turno o spostamento di reparto.

Questa mattina Mezzadri ha incassato la solidarietà dei colleghi. Il presidente del Collegio dei Revisori dei Conti della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Salvatore Onorati, ha definito il gesto uno “schiaffo morale all’organizzazione del lavoro di cui la Asl è titolare”.

Solidarietà anche dai vertici dell’azienda sanitaria locale della provincia di Foggia e del Dr. Giuseppe D'Alessandro, direttore medico del presidio ospedaliero “Masselli Mascia” di San Severo.

La violenza subita da chi svolge il proprio dovere nell’ambito di precise mansioni non può non ottenere la ferma condanna di tutta la comunità”. Con queste parole il direttore generale della ASL FG Attilio Manfrini condanna fermamente la vile aggressione al dott. Franco Mezzadri, direttore sanitario del Presidio Ospedaliero “Lastaria” di Lucera ed esprime a nome proprio e di tutta l’Azienda Sanitaria Locale ”la più convinta e totale solidarietà per un gesto che non trova alcuna giustificazione plausibile”.

Ci troviamo di fronte all’ennesimo inaccettabile atto di prevaricazione ai danni di un medico, chiamato a svolgere una delicata funzione di garanzia al servizio della tutela della salute della cittadinanza tutta, e in particolare dei soggetti più fragili” commenta il direttore sanitario della ASL FG Luigi Pacilli.

Dai vertici aziendali anche un fermo invito ai dipendenti. “L’atto in questione – è il monito di Alberto Pagliafora, direttore amministrativo della ASL FG - deve indignare, ma non fermare l’attività di tutto il personale sanitario che quotidianamente esercita le proprie funzioni per il bene della comunità”. “Il nostro impegno sarà far piena luce sulla vicenda e prendere i dovuti provvedimenti. Intanto – conclude Manfrini – invito tutti ad andare avanti con lo stesso zelo perché esigenza primaria per una azienda come la nostra è la tutela del diritto alla salute”.

“Essendo stato vittima nel 2010 di un tentato omicidio, mi sento particolarmente vicino all’amico e comprendo la sua sofferenza psicologia ed emotiva, oltre che fisica. La nostra società è colpevole di non saper tutelare l’incolumità fisica dei servitori dello stato” ha commentato il Dr. Giuseppe D’Alessandro.

 

 

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