Cronaca Manfredonia

L’ultimo saluto a Franco Mancini, bagno di folla a Manfredonia

In 1000 tra tifosi, amici e colleghi di lavoro hanno salutato l'ex portiere del Foggia targato Zemanlandia. Mons. Castoro: "Come si fa a morire così". Sciarpe rossonere e maglia del Manfredonia sulla bara

Erano un migliaio le persone che questa mattina hanno voluto salutare e omaggiare la salma di Franco Mancini, l’ex numero 1 del Foggia di Zemanlandia scomparso a Pescara, città dov’era preparatore dei portieri della squadra allenata da Zdenek Zeman.  

Le esequie sono state officiate dal vescovo mons. Michele Castoro nella gremita cattedrale di Manfredonia In molti infatti non sono riusciti ad entrarvi e hanno dovuto seguire l’omelia in piazza, dove per l’occasione è stato allestito un maxi schermo.

Il corteo funebre è partito da corso Manfredi dove “il Mancio” viveva con la moglie Chiara e i due figli. C'era anche Zdenek Zeman, gli amici e i compagni del Foggia, del Pescara e del Manfredonia. Molti anche i dirigenti, tra i quali Peppino Pavone. Momento toccante quando la bara è stata coperta con le sciarpe di tutti i gruppi organizzati del Foggia calcio e con una maglia del Manfredonia.

Nell'omelia mons. Castoro ha detto, tra l'altro, che "Si rimane turbati quando muore un ragazzo così giovane e per giunta un atleta, come fa a morire così?”. Al "Mancio" verrà intitolata la Curva Nord dello Stadio Zaccheria.

Applausi, lacrime e dolore per il “Numero Uno” degli anni d’oro del Foggia, che è salito al cielo in un caldo pomeriggio di fine marzo, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama calcistico italiano e soprattutto tra i tifosi di fede rossonera.

Alè Alè Mancini Alè...
 

 

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