Nastri d’Oro al porto di Manfredonia: candanne annullate, assolto Di Giuseppe

Insieme ad altri era stato accusato di avere ricevuto una maxi tangente da 4,5 miliardi di lire per un appalto. "La felicità del momento non cancella l'amarezza per una carriera bloccata"

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna in appello nei confronti del'ex deputato e assessore regionale democristiano Franco Di Giuseppe, per la vicenda dei 'Nastri d'oro' al porto di Manfredonia.

L'inchiesta ha coinvolto ex ministri, ex deputati, ex assessori regionali Dc, Psi e Psdi della prima Repubblica accusati di avere ricevuto una maxi tangente da 4,5 miliardi di lire per un appalto. Tra gli indagati dell'epoca anche l'ex ministro Rino Formica, assolto in appello nel 2010 per non avere commesso il fatto.

La sentenza della Corte, che arriva ad oltre 20 anni dall'avvio dell'inchiesta, stabilisce per Di Giuseppe "l'insussistenza sia di elementi provanti concussione che corruzione, e la sua assoluta estraneità rispetto all'impianto accusatorio sollevato".

A darne notizia è stato ieri lo stesso politico foggiano in una conferenza stampa. "Il giorno - ha detto - in cui ho ricevuto il primo avviso di garanzia, il 12 gennaio 1993, è cambiata la mia vita. E sono iniziati venti lunghissimi anni di sofferenze, condivise con mia moglie, con i miei figli, gli amici che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno, la loro fiducia e la loro solidarietà, così come i colleghi delle altre forze politiche, che in nessuna circostanza e in nessun incontro hanno mai sollevato problemi e dubbi sul mio ruolo, sulla mia credibilità e sulla mia figura evocando la mia situazione giudiziaria".

"La felicità del momento non cancella l'amarezza per una carriera bloccata (allora ero un parlamentare in rampa di lancio) - ha detto - e per sette vicende processuali che alla fine sono terminate con la stessa identica conclusione: assolto per non aver commesso alcun reato, con formula piena e non per intervenute prescrizioni" (ANSA).

La Corte di cassazione ha annullato le condanne inflitte dalla Corte d’appello di Bari di Giuseppe Affatato, Francesco Borgia e Giuseppe Manfredi.
 

 

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