Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca San Severo

C'è bisogno di più Stato a San Severo, dove si uccide sparando tra la folla in una serata di festa: "Vogliamo un segnale forte e chiaro"

Dopo l'agguato di domenica notte, il sindaco di San Severo è un fiume in piena. L’episodio ha scosso nel profondo l'intera comunità: “Non credo ci sia abiezione umana peggiore di quella di violare un bambino nella sua sicurezza”

Immagine di repertorio

“Come si può fronteggiare il fenomeno criminale con risorse così esigue? C’è bisogno di una nuova prova muscolare dello Stato su questo territorio, c’è bisogno di dare corpo e sostanza - ovvero uomini, mezzi e tecnologie - ai nostri presidi di sicurezza”.

Il sindaco di San Severo, Francesco Miglio, è un fiume in piena. L’episodio di domenica notte, è evidente, lo ha scosso nel profondo: “Non credo ci sia abiezione umana peggiore di quella di violare un bambino nella sua sicurezza”, spiega. Il piccolo, di 6 anni, è stato raggiunto da un proiettile all’addome, mentre i sicari uccidevano lo zio, Matteo Anastasio, durante i festeggiamenti della vittoria dell’Italia agli Europei di calcio.

“Nelle prossime ore scriverò alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese per chiedere risposte, come a suo tempo feci con l’onorevole Minniti. Noi, come Amministrazione comunale, abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità, senza esitazioni o riserve: ci stiamo impegnando per costruire la ‘Cittadella della Polizia’ ma è necessario completare gli organici. Per questo, adesso, ci aspettiamo un segnale forte e chiaro”.

Al primo cittadino bastano pochi tratti per delineare lo scenario cittadino: l’organico del Reparto prevenzione crimine non è stato ancora completato e c’è carenza di agenti al commissariato di pubblica sicurezza. Stessa situazione per l’articolazione cittadina della guardia di finanza. “Basta situazioni tampone, vanno strutturati i presidi presenti sul territorio”. Insomma, non è più tempo di rattoppare le maglie della sicurezza; è tempo di tesserne la rete in maniera stabile e duratura.

Il caso San Severo è stato al centro di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, tenuto ieri mattina in prefettura. L’incontro era stato convocato dopo l’intimidazione subita dall’assessore Felice Carrabba, ma è inevitabilmente virato sul grave fatto di cronaca. Dall’inizio dell’anno, nella cittadina dell’Alto Tavoliere si contano - tra i soli episodi filtrati dalla cronaca - sei agguati, con 2 morti e 8 feriti. “E la situazione è anche migliorata rispetto al 2017”, ribatte Miglio che ricorda un recente passato, ancora più nero. “I dati legati alla delittuosità sono migliorati nel corso degli ultimi anni”.

Dal canto suo, il sindaco rivendica il suo operato: “Mi sono sempre battuto per la sicurezza. Ci ho sempre messo la faccia, sempre in prima linea. E infatti sono ancora sottoposto alla misura della scorta. Ho fatto tutto quello che era nei miei poteri e nelle mie possibilità. Ma il sindaco non è uno sceriffo, come pensano alcuni cittadini”. Cosa ha fatto l’Amministrazione comunale di San Severo negli ultimi anni? Miglio ricorda a braccio le iniziative maggiori: “Abbiamo messo gratuitamente a disposizione del Ministero un immobile da destinare al Reparto prevenzione crimine, che è attualmente operativo. Abbiamo messo a disposizione, in comodato gratuito per 99 anni, un suolo edificatorio, con valore di mercato non trascurabile, per realizzare la ‘Cittadella della Polizia’ (qui il progetto). Abbiamo dato disponibilità di altri suoli alle fiamme gialle per intraprendere un progetto simile”, spiega.

“Siamo convinti che tali opere possano agevolare il coordinamento delle attività  investigative e di repressione sul territorio.  Ma ora mi aspetto una risposta allo sforzo della municipalità sanseverese, ovvero che i ministeri competenti diano seguito nell’impiego di risorse umane e strumentazioni adeguati a fronteggiare il fenomeno”. In mancanza di risposte è pronto, lo assicura, ad una nuova battaglia.

I presidi vanno riempiti per essere compiutamente operativi. Le piante organico vanno completate e sostenute da mezzi e strumentazioni. Non si può contrastare il fenomeno criminale con una o due autovetture su San Severo. Con le risorse attualmente a disposizione non si possono raggiungere i risultati di cui questo territorio ha bisogno. E questo al netto dell’ottimo lavoro che le donne e gli uomini dello Stato svolgono quotidianamente sotto i nostri occhi”, aggiunge.

Infine, l’appello alla collaborazione: “Lo sdegno, lo sgomento, finanche lo schifo per quanto accaduto tra la folla, in una sera di festa, è un sentimento unanime che ha raggiunto chiunque abbia un minimo di umanità. Ma questo non basta. C’è bisogno della collaborazione fattiva della cittadinanza. Faccio fatica a credere che tra centinaia di persone nessuno ha abbia visto qualcosa o sia nelle condizioni di fornire agli inquirenti elementi che siano di impulso alle indagini. Quindi siate collaborativi. Abbiate coscienza”.

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