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Parroco nudo, foto hot fanno il giro del paese: lo scandalo travolge una comunità incredula

La foto del parroco anche in una chat privata di Telegram. Il vescovo Renna: "Non ho dichiarazioni da rilasciare". L'escort campano Mangiacapra: "Ho letto il nome del parroco in una di quelle chat"

Da due giorni i telefoni sono bollenti in un paesino del Foggiano. E bollenti non è un eufemismo. 

Tirato in ballo nelle chat erotiche

Le foto hot del parroco

Mezza popolazione, infatti, si è vista recapitare sui propri smartphone foto decisamente hot afferenti ad un personaggio del posto molto noto. Fin troppo noto dato che si tratta del parroco del paese. Le foto lo immortalerebbero nudo e sorridente nel bagno, che parrebbe della canonica. E ciò che crea ancor più scandalo è il fatto che le stesse foto si ritrovino anche in una chat privata di Telegram, nell’ambito di una conversazione dal sapore erotico (abbiamo preso visione degli screenshot). 

La comunità divisa

La comunità in queste ore è sotto shock ma allo stesso tempo divisa, tra sostenitori e detrattori: c’è chi grida allo scandalo; chi, al contrario, fa quadrato intorno a don ***, parla di "fotomontaggio" e punta il dito contro la “malvagità della gente”. A fare da fil rouge, tuttavia, c’è un unico quesito: sono foto vere? Pare di sì, considerato che il prelato mostra il volto e che ci sono numerosi altri elementi che riportano a lui e alla canonica in cui vive, e che in tanti conoscono. Da qui scaturiscono le altre domande che in queste ore affollano le menti: perché fotografarsi nudo? E perché quelle foto si ritrovano su Telegram, in una chat dal contenuto chiaramente a sfondo sessuale?

Il dossier

Tanti quesiti, per rispetto dei quali abbiamo scelto oggi di non pubblicare nome del parroco e della località. Ma su cui si innestano una serie di informazioni/confessioni di cui Foggiatoday è in possesso da un po’ di tempo, a partire da una memoria e da rivelazioni hard provenienti da gole profonde all’interno del seminario di Molfetta, dove il nostro prelato sarebbe stato inviato a concludere gli studi dopo essere stato mandato via, pare, da un altro istituto. 

Il vescovo non commenta

Rettore dell’epoca monsignor Luigi Renna, attuale Vescovo della diocesi in cui il parroco svolge la sua missione pastorale. E che parrebbe al corrente dello stordimento di queste ore se è vero che, contattato telefonicamente, non ci consente di fare domande e ci anticipa, seccato: “non ho dichiarazioni da rilasciare su ***, scriva questo se vuole scrivere qualcosa”. Null’altro.  Eppure una parola, una qualunque, servirebbe, quantomeno per rassicurare quella parte di fedeli che crede nel valore della tonaca e la cui fede oggi rischia di incrinarsi di fronte al dubbio innescato dalla vicenda. Tanto più che una imminente promozione di cui si vocifera per Renna dovrebbe essere prova di tempra, autorevolezza e capacità di affrontare e gestire eventuali problemi, avendo sempre come stella polare la salvaguardia del rapporto e della connessione con i fedeli. Né siamo più fortunati quando proviamo a chiamare il prelato, per capire cosa significhino quegli scatti e perché sono contenuti in alcune chat private.

Le dichiarazioni dell'escort Mangiacapra

Oltre alle confessioni a cui abbiamo accennato, e che peraltro raccontano dell’esistenza di un vero e proprio giro di carattere orgiastico omosessuale che coinvolgerebbe altri preti e seminaristi al Sud, c’è un ulteriore elemento che ci spinge a cercare di capirne di più. Il nome del parroco in questione, infatti, non è nuovo ad uno degli artefici dei più grandi scandali che di recente ha coinvolto la Chiesa: Francesco Mangiacapra, l'escort campano che sta facendo tremare le diocesi di mezza Italia, autore di un dossier di 1300 pagine in cui si raccontano i “vizietti” di oltre cinquanta preti gay con i quali il gigolò è entrato in contatto e ha avuto rapporti sessuali a pagamento. 

Oltre mille screenshot di chat erotiche su Facebook, Whatsapp, Telegram e immagini prese da Grindr, il social network utilizzato per incontri gay, consegnati alla Curia di Napoli e spedite al Vaticano, affinchè smistasse ai vescovi competenti. Oggi alcuni hanno preso provvedimenti disciplinari con sospensioni o spedendo i prelati in missione oltreoceano; altri si sono scusati pubblicamente; la gran parte, tuttavia, continua a vivere come se nulla fosse accaduto, magari continuando a cercarlo, ammette Mangiacapra. Si badi, qui non si parla di reati penali, ma di condotte gravi contro il diritto canonico e tutta una serie di prassi che prescrivono il rispetto del celibato (e che diventano tanto più scandalose e dalla “doppia morale” laddove si consumano rapporti sessuali definiti “contro natura”, banditi nella e dalla Chiesa). 

Fatta questa digressione, Mangiacapra ci rilascia queste dichiarazioni: “Non ho avuto contatti personali con questo parroco ma ho letto il suo nome in una di quelle chat;  lo ha fatto un altro prete lucano, don L., che attualmente è stato sospeso sempre per via delle mie rivelazioni. Certo è che se fossero vere quelle foto, il Vescovo avrebbe il dovere morale di dare chiarimenti ad una comunità disorientata”. 
E aggiunge, raccontando la sua esperienza: “C’è un principio che in molti adottano: si non caste, tamen caute (se non castamente, almeno con cautela, ndr), pertanto tollerano fino a quando non scoppia lo scandalo. Ed è per questo che io credo che le situazioni debbano venire a galla. Non si tratta di mettere le persone alla berlina, ma è l’unico modo per indurre i presuli a prendere delle posizioni”. 

Un mix di elementi insomma. Al momento nel centro foggiano c'è stordimento, ci si pone domande. Tante, troppe. E, da queste colonne, si cerca di capire e si chiede di fare chiarezza.

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