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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Il procuratore di Foggia striglia l'imprenditoria: "Fate la vostra parte, non potete tirarvi indietro"

In prefettura, un partecipato incontro per illustrare finalità e modalità di attuazione del progetto presentato dalla Fondazione Buon Samaritano di Foggia, con Confindustria, approvato dal Ministero dell’Interno attraverso i fondi del Pon Legalità: pronti 170mila euro per assistere le vittime dei reati

“Manca la conoscenza degli strumenti messi a disposizione dalla Stato. Dobbiamo evitare che le vittime di estorsione ed usura si convincano che l’unico modo per accedere al credito sia attraverso la criminalità”. A lanciare l’allarme, in videoconferenza dalla prefettura di Foggia, è Giovanna Cagliostro, commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura.

I numeri confermano il timore: “I dati di Foggia sono sconfortanti”, confessa. “Nel 2021 sono state presentate 7 domande di accesso ai fondi per le vittime di estorsione, con una erogazione di contributi per oltre 948mila euro, ma nessuna per il reato di usura. E questo la dice lunga”, spiega. Eppure gli strumenti di sostegno ci sono, rivendica Cagliostro, e sono accessibili E nell’anno appena concluso l’organismo ha sostenuto le vittime di reato per oltre 21milioni di euro, fondi destinati per il 13% in Puglia. Inoltre, il Ministero dell’Interno ha recentemente approvato, attraverso i fondi del Pon Legalità, il progetto della Fondazione Buon Samaritano di Foggia (in partnership con Confindustria) destinando un fondo di 170mila euro per assistere le vittime di usura ed estorsione.

“In 27 anni di attività”, spiega il presidente onorario della Fondazione, Pippo Cavaliere, “siamo stati riferimento e sostegno di tante vittime. Abbiamo aiutato 4500 famiglie ed erogato prestiti per 15 milioni di euro che lo Stato ha messo a disposizione. Abbiamo aiutato 100 famiglie a superare le difficoltà connesse al periodo del lockdown, che altrimenti si sarebbero rivolte alla criminalità”, aggiunge. L’obiettivo, spiega, è sostenere (dal punto di vista economico, legale, psicologico) le vittime e contrastare il ‘Welfare mafioso di prossimità’ con una reale via di uscita. “Ad ogni denuncia c’è stata la risposta dello Stato: arresti, processi e condanne. Abbiamo ottenuto sempre la condanna dei responsabili di reato, e mai ritorsioni nei confronti delle vittime”, rivendica.

Presenti in sala, insieme ai vertici delle forze di polizia del territorio, le associazioni di categoria, le associazioni antimafia ‘Libera’, ‘Panunzio’ e ‘Ultimi’, i membri della neonata associazione antiracket Fai ‘Luigi e Aurelio Luciani’ con Tano Grasso, il rettore dell’Università di Foggia, Pierpaolo Limone, e i sindaci dei comuni di San Severo, Cerignola e Mattinata, nonché la commissaria del Comune di Foggia, Marilisa Magno. Al tavolo, presieduto dal prefetto di Foggia, Carmine Esposito, erano seduti l’arcivescovo di Foggia, mons. Vincenzo Pelvi, il presidente della Fondazione Buon Samaritano, Giuseppe Chiappinelli e il procuratore capo Ludovico Vaccaro, che ha sottolineato il grande lavoro del Pool 1, costituito in seno alla procura: “E’ molto nutrito e si occupa di usura ed estorsione con priorità assoluta. E’ il ‘Codice nero’ del territorio”, spiega. Sul punto, spiega, “notiamo qualche luce e tante ombre”.

“Percepiamo dalle indagini un grande sommerso. Le ragioni possono essere tante, ma deve essere chiaro che non c’è alternativa alla denuncia: la collaborazione della vittima è fondamentale per avere una efficace e non effimera azione giudiziaria. E accedere ai benefici previsti. La denuncia - continua - è espressione della consapevolezza della necessità di ribellarsi. È parte del messaggio: non possiamo più andare avanti così. Manca una chiara e decisa presa di posizione contro la criminalità e l’estorsione è da sempre il reato caratterizzante della mafia foggiana, che si alimenta del bisogno e delle povertà, di ogni tipo”.

Quindi striglia la classe imprenditoriale foggiana: “Il territorio ha bisogno di opportunità. Ora siete voi ad essere chiamati a fare la vostra parte, non potete tirarvi indietro. Siete chiamati a svolgere il vostro ruolo, quello degli imprenditori: ovvero creare sviluppo, opportunità e generare economia. Tutto questo toglie ossigeno alla criminalità. Abbiate il coraggio di fare investimenti!”, conclude.

Il video dell'incontro di ieri in Prefettura

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