Oltre 100 famiglie foggiane accolte nel 2019, prestiti per 600mila euro: è il bilancio della Fondazione antiusura. Pelvi: "Manca il lavoro"

Bilancio di fine anno a firma del presidente onorario della Fondazione, Monsignor Vincenzo Pelvi, e del presidente del consiglio direttivo, Cavaliere. "Penuria di lavoro maggiore causa di povertà e di criminalità"

"Oltre cento le famiglie che nell’anno 2019 si sono rivolte alla Fondazione, a cui i volontari hanno offerto aiuto e consulenza sul piano legale ed economico e soprattutto sostegno morale ed a cui sono stati erogati prestiti per un importo di 600mila euro, per un totale complessivo di oltre 13milioni di euro erogati dall’inizio dell’operatività della Fondazione. Ad oggi sono complessivamente 4050 le famiglie che hanno chiesto aiuto alla Fondazione, a cui è stato scongiurato il rischio di essere risucchiati nel vortice dell’usura, un male antico e purtroppo ancora sommerso che, come un serpente, strangola le vittime e calpesta la dignità delle persone, un veicolo di corruzione che ostacola il bene comune". E' questo il bilancio annuale della Fondazione Antiusura Buon Samaritano a firma quest'anno, per la prima volta, anche dal presidente onorario, l'Arcivescovo Monsignor Vincenzo Pelvi, oltre che dal presidente del Consiglio direttivo, Pippo Cavaliere.

"Se da un lato i suddetti dati evidenziano che la Fondazione può ritenersi un affidabile e concreto punto di riferimento per quanti vivono quotidianamente l’assillo di “non poter arrivare a fine mese” - scrivono - , dall’altro lato testimoniano quanto sia diffuso e profondo il disagio economico di tantissime famiglie, dovuto ad una spesa imprevista, alla rata di mutuo divenuta non più sostenibile, alla necessità di assicurare i fabbisogni minimi familiari, alla mancanza di lavoro.

Ed è proprio quest’ultima, la penuria di lavoro, la causa maggiore non solo del disagio economico, ma anche di una presenza sempre più invasiva della criminalità, organizzata e non. Questa situazione crea infatti terreno fertile per l’arruolamento della manovalanza da parte delle varie organizzazioni criminali e la stagnazione dell’economia legale. Asseriva George Orwell: “Una persona costretta dalla povertà ai margini della società, è sempre pronta a commettere un reato se sembra una facile opportunità”.

Ma a questo intollerabile stato di cose un rimedio c’è: la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità da parte dei cittadini. Il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, all’indomani della recente operazione antimafia, ha invitato i cittadini a reagire, ad occupare le piazze, a creare associazioni e fondazioni, ad adottare un’aiuola, ad allenarsi a gestire la cosa pubblica, a non farsi intimorire dalla paura, ad impegnarsi nel sociale e di smetterla di pensare al solo tornaconto personale.

Ed in questo contesto la Chiesa foggiana è determinata a svolgere fino in fondo il proprio ruolo, una sentinella a difesa dei diritti dei cittadini che reclamano dignità e giustizia sociale, infondendo coraggio e speranza in una comunità troppo spesso disorientata e sperduta.

L’ennesima dimostrazione dell’importanza della collaborazione da parte di chi è vittima dei soprusi è venuta pochi giorni fa con la conferma della condanna in appello a sette anni di reclusione ed interdizione perpetua dai pubblici uffici a carico di un usuraio, in un processo dove anche questa volta la Fondazione è stata presente nelle aule di giustizia al fianco della vittima di usura, costituendosi parte civile".

Infine "un sincero apprezzamento alla “squadra stato”, o alla “squadra comunità” come ama definirla il prefetto Raffaele Grassi, supportata ed incoraggiata dal ministro dell’interno, Luciana Lamorgese, con la promessa di istituire in tempi brevi la direzione investigativa antimafia nella provincia di Foggia", una decisione ritenuta da Pelvi e Cavaliere "strategica, di vitale importanza". 

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