Natale a luci spente, al freddo e in una macchina blu: la storia dei foggiani Antonella e Marco

Da sei giorni ormai, una utilitaria blu è diventata la loro casa. Più precisamente, dal 16 dicembre, ovvero da quando è scaduta la proroga dell'ufficiale giudiziario relativa allo sfratto notificato loro per morosità

Foto di Roberto D'Agostino

La macchina è carica di bagagli, indumenti e vettovaglie, ma non è in procinto di partire. Nessuna meta all’orizzonte per Antonella e Marco, entrambi foggiani. Da sei giorni ormai, quella utilitaria blu è diventata la loro casa. Più precisamente, dal 16 dicembre, ovvero da quando è scaduta la proroga dell’ufficiale giudiziario relativa allo sfratto notificato loro (per morosità) il 23 ottobre di quest’anno in merito ad un appartamento in via Nicola Parisi. Abitazione, tra l’altro, dichiarata inagibile per caduta calcinacci.

Così, da circa una settimana, i foggiani Antonella Cavalieri di 45 anni ed il compagno Marco Spina di 41, hanno parcheggiato la loro auto nei pressi del Comune di Foggia (dove in questi giorni sono assiepati anche gli sfrattati dell’ex Distretto Militare), barcamenandosi tra lavoretti saltuari e rimedi per combattere il freddo di questi giorni. Nessuno dei due ha un lavoro fisso, le loro entrate mensili si possono facilmente quantificare, al momento, in poche centinaia di euro: troppo poche per pagare un fitto e provvedere alle utenze e alla sussistenza, e chiedono un aiuto alle istituzioni.

Lei - che ha anche due figli in una casa famiglia, uno dei quali disabile - si è sempre misurata con lavori saltuari, dalla badante alla lavapiatti in ristoranti e pizzerie. Al momento si occupa di pulizie, ma la paga - per 10 ore di lavoro circa al giorno - è di 350 euro al mese, “ma le donne dell’est si accontentano anche di meno”, puntualizza. Lui invece lavora ‘a giornate’ nei cantieri come muratore e carpentiere. Così, mentre in centro sfavillano le luci delle feste, Antonella e Marco vedono solo buio avanti a loro. Hanno chiesto, come tante famiglie in questo periodo, aiuto all’Amministrazione comunale affinché trovasse loro un alloggio popolare, ma per questo capitolo non ci sono al momento fondi da destinare.

La Caritas si è attività trovando loro alloggio tramite affittacamere a 275 euro al mese, ma la spesa non è sostenibile, data l’esiguità delle loro risorse. Nemmeno la pensione di invalidità (289 euro circa) percepita per il figlio disabile può aiutare loro, perché è destinata alla struttura che lo ospita da circa un anno. Durante il giorno si arrangiano come possono: utilizzano le docce della parrocchia del Sacro Cuore e utilizzano le toilette del parcheggio sotterraneo accanto al Comune. Per il resto, timidi segnali di solidarietà arrivano da chi la mattina offre loro un pacco di biscotti o un panettone. Ma questo non basta.

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