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Immagine di repertorio

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Poliziotto aggredito e atti di autolesionismo: sempre più grave la realtà del carcere di Foggia

Nelle ultime 24 ore, si è verificata una serie di episodi di violenza e atti di autolesionismo, la cui causa è da rintracciare nel sovraffollamento della struttura e nell'atavica carenza di personale nel corpo della penitenziaria

E' sempre più incandescente la realtà nel carcere di Foggia, dove con frequenza sempre maggiore si verificano episodi di violenza ai danni di agenti della polizia penitenziaria o detenuti stessi. Nelle ultime 24 ore, infatti, si è verificata una serie di episodi di violenza e atti di autolesionismo, la cui causa è da rintracciare nel sovraffollamento della struttura e nell'atavica carenza di personale nel corpo della penitenziaria.

Nella serata di ieri, un detenuto africano ha aggredito e colpito con uno sgabello un sovrintendente della polizia penitenziaria, provocandogli il distacco della falange di un dito della mano. Per lui una prognosi di 20 giorni. Questa mattina, invece, un detenuto foggiano con problemi psichiatrici ha compiuto atti di autolesionismo ferendosi alla gola con oggetto appuntito: ha perso molto sangue e solo il tempestivo intervento dei sanitari ha scongiurato il peggio. Sempre in mattinata, altri due detenuti - uno di Lucera e uno di Foggia, con problemi psichiatrici - hanno ingerito candeggina: per entrambi è stata necessaria una lavanda gastrica.

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