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Eredità contesa finisce con tre colpi all'indirizzo del nipote, condannato a 5 anni il 'pistolero' di via Menichella

E' la pena inflitta in primo grado dal gup del Tribunale di Foggia a Massimo Cantatore. I fatti avvennero nell'agosto 2017. Solo la 'fortuna' preservò la vittima, che riparò in un portone

Sparò al nipote per questioni di eredità, intenzionato ad ucciderlo. Per queste ragioni il Tribunale di Foggia ha condannato in primo grado a 5 anni per tentato omicidio Tommaso Cantatore, foggiano, 58 anni, detenuto dall’agosto 2017, quando, in via Menichella, a Foggia, esplose due pistolettate all’indirizzo del nipote, mancandolo (l’uomo trovò riparo in un portone). La pena è stata ridotta per effetto della scelta del rito abbreviato e per il riconoscimento del vizio di parziale infermità mentale. Ne dà notizia oggi la Gazzetta del Mezzogiorno.

Cantatore, arrestato per questa vicenda il 31 agosto 2017 da squadra mobile e Reparto prevenzione crimine, resta ai domiciliari concessi il 23 marzo 2018 in una struttura dove viene curato. Il pm aveva chiesto  7 anni di reclusione sostenendo che l’imputato sparò per uccidere. La difesa, espletata dai legali Michele Vaira e Alessandra Palazzo, aveva invece chiesto al gup di prosciogliere l’imputato perché totalmente incapace di intendere e volere sulla scorta di una consulenza psichiatrica secondo la quale il foggiano quando sparò al nipote non era cosciente. Preannunciato ricorso contro la sentenza di primo grado.

Tutto sarebbe partito dalla contesa di alcune quote di un appartamento, ricevuto in eredità, insieme ad altri parenti, da un congiunto comune. Ed è da questi dissapori, finiti in controversie civilistiche ma anche minacce e denunce, che i rapporti tra zio e nipote si erano deteriorati. Fino al grave episodio del  29 agosto 2017, quando in strada, in via Donato Menichella, aprì il fuoco contro il nipote, che solo per un caso fortuito non rimase ferito.

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