Le telecamere di Unomattina tra le baracche di Borgo Mezzanone: "Mi sveglio alle 4, il caporale ci prende e ci porta via"

Nella puntata odierna si è parlato dell'ultimo sgombero dello scorso 11 luglio. Presente in studio l'ex Prefetto di Foggia Massimo Mariani: "Per contrastare il fenomeno abbiamo gli strumenti"

A una settimana dalla quarta tranche di abbattimenti nella ‘pista’, predisposti nell’ambito dell’operazione ‘Law and Humanity’, iniziata lo scorso 20 febbraio, il caso del ghetto è stato oggetto di discussione nella puntata odierna di Unomattina estate, alla presenza del Prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani, fino allo scorso maggio a capo della Prefettura di Foggia.

Gli sgomberi proseguiranno, ma intanto 7 dei circa 20 ettari di villaggio, sono stati smantellati. Nel corso dell’intervista è andato in onda un servizio realizzato proprio all’interno di ciò che ancora resta del ghetto. Un insediamento in vita da 20 anni, “un villaggio dove la criminalità la fa da padrona”.

L’inviata racconta delle oltre 80 baracche abbattute, dove il traffico di stupefacenti e la prostituzione proliferavano. Restano ancora 13 ettari da “bonificare”. Per chi abitava sono stati predisposti posti letto dalla Regione e pulmini per gli spostamenti che nessuno vuole utilizzare.

Il servizio di Unomattina (dal minuto 0.36.23)

Nel ghetto c’è di tutto. Ristoranti, case d’appuntamento, negozi illegali dove è possibile acquistare una pentola per 2 euro, baracche con tetti in amianto e realizzate con pezzi di mobili vecchi. Una cabina elettrica per gli allacci abusivi con una matassa di fili elettrici scoperti. “Mi sveglio alle 4 per andare a raccogliere i pomodori. Il caporale viene qui, ci preleva e ci porta ai campi”, racconta una residente”.

“Questa situazione esiste da oltre due decenni, ha origine dal conflitto in Kosovo, prima di articolarsi in varie fasi – ha esordito l’ex Prefetto di Foggia –. L’esigenza di dare ospitalità ai profughi di quell’area portò alla realizzazione di strutture per offrire un’accoglienza temporanea. Una volta terminata l’emergenza, il Ministero dell’Interno decise di realizzare in quel segmento un centro d’accoglienza. Oggi c’è il Cara, ma intorno a quella struttura, nel corso degli anni gli immigrati hanno cominciato a costruire baracche. Nella ‘pista’ ci sono stato diverse volte, ma solo andandoci si comprende realmente di che cosa stiamo parlando.

Le cause dello sviluppo non mi riguardano – ha proseguito Mariani – perché è mio compito concentrarmi sulla soluzione. Nel 2017, con il decreto legge 91, è stata introdotta la figura del commissario per le aree degradate come Borgo Mezzanone, o San Ferdinando (in Calabria, ndr) e Caserta. La finalità di questa norma è quella di intervenire in zone di marginalità sociale, dove insiste un particolare degrado e favorire l’integrazione. Si è messo in atto un programma di sistema che ho avviato anche a Foggia”.

Ma l’abbattimento non è l’atto conclusivo del programma: “È una parte importante, ma non esaustiva. È doveroso farlo perché i problemi non bisogna osservarli, ma affrontarli. E noi siamo intervenuti in sinergia con la Procura della Repubblica, tenendo presente l’esigenza di ripristinare la legalità. Il punto di arrivo, come è previsto dalla legge, sarà favorire l’integrazione delle persone regolarmente presenti sul territorio nazionale”.

E sulle strategie di contrasto al fenomeno della criminalità organizzata precisa: “Stiamo già operando a Foggia e Reggio Calabria. Abbiamo gli strumenti, grazie alla legge 199 del 2016 che prevede sanzioni pesanti a chi sfrutta la manodopera. Si tratta di reati odiosi, ma si sta intervenendo con prevenzione e repressione. A Reggio nei primi sei mesi sono state elevate sanzioni per oltre 700mila euro”.

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