Emergenza nel carcere di Foggia, il Co.s.p. detta le regole: "Senza di noi, accordi nulli"

Sulle criticità presenti nel penitenziario di Foggia, che ad oggi ospita 536 detenuti con appena 68 agenti addetti alla vigilanza, il sindacato ha chiesto al Prefetto azioni immediate per garantire maggiore tutela agli operatori

Immagine di repertorio

"Considerato nullo qualsiasi accordo fra amministrazione penitenziaria e altre sigle sindacali del comparto in mancanza di un coinvolgimento del Co.s.p. alle trattative". Lo preannuncia in una diffida indirizzata al provveditore regionale Carmelo Cantone, il segretario nazionale del sindacato autonomo Co.s.p.- Coordinamento sindacale penitenziario Domenico Mastrulli, all’indomani dell’incontro con il Prefetto di Foggia che la stessa organizzazione sindacale aveva richiesto alla luce della grave situazione venutasi a creare all’interno del penitenziario foggiano.

“Considerando la maggiore rappresentatività di iscritti e tesserati al sindacato Co.s.p. nel carcere di Foggia - spiega Mastrulli - l’amministrazione non potrà escluderci da ulteriori accordi o trattative come accaduto in passato. Al riguardo Mastrulli cita la sentenza della Corte di Cassazione dell’8 maggio scorso che ha condannato la Pubblica Amministrazione, nella fattispecie il Miur, per attività antisindacale avendo violato principi sanciti dalla Costituzione (artt. 39 e 51) e  dallo Statuto dei Lavoratori il quale riconosce parità di diritto a tutte le sigle sindacali seppur numericamente non rappresentative sul piano nazionale oppure non firmatarie di contrattazione collettiva”.

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Il segretario del sindacato autonomo promette azioni legali qualora siano limitate le prerogative di partecipazione dell’organizzazione sindacale che non intende rinunciare ai propri diritti. In riferimento alle criticità presenti nel penitenziario di Foggia, che ad oggi ospita 536 detenuti con appena 68 agenti addetti alla vigilanza, il segretario del Co.s.p. ha chiesto durante l’incontro con il Prefetto di Foggia di intraprendere  azioni immediate al fine di garantire maggiore tutela nei confronti degli operatori. Il sindacato fra le proposte avanzate chiede per il periodo estivo e fino al primo ottobre il rientro immediato di tutte le unità lavorative appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria dislocate negli uffici. Il Co.s.p. chiede inoltre l’utilizzo di tutto il personale femminile di ogni ordine e grado nei servizi armati di sentinella e nei servizi armati esterni, l’utilizzo di 20 unità distaccate presso il provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Bari, la piena funzionalità dei sistemi di sicurezza, vigilanza e antintrusione, alcuni dei quali non operanti. Il sindacato autonomo propone inoltre l’immediata sospensione del regime carcerario agevolato a vigilanza dinamica con celle aperte e la sospensione temporanea dell’utilizzo di agenti penitenziari in pubbliche manifestazioni a causa delle gravi carenze d’organico.  

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