Il processo Landella slitta di nuovo: ancora vizi procedurali evidenziati dai legali

Sollevate diverse questioni preliminari sia dai legali dell'ex sindaco che dall'avvocato dell'ex presidente del Consiglio Comunale Iaccarino. Tutto rinviato al 7 giugno

Continuano, in Corte d'Assise, le eccezioni da parte degli avvocati difensori per dei vizi procedurali che impediscono l'avvio del processo a carico dell'ex sindaco Franco Landella, che stamattina era presente in aula, e altri 11 imputati. Nello specifico, il difensore dell'allora presidente del consiglio comunale Leonardo Iaccarino, Tonio Ciarambino, ha eccepito su alcuni capi di imputazione nei confronti del suo assistito che, nella fase preliminare erano semplici "tentativi di reato" (soprattutto i peculati) mentre a conclusioni dell'udienza preliminare sono stati notificati come "reato consumato", il che ha fatto avanzare, da parte dell'avvocato Ciarambino, la richiesta di annullamento di tali accuse.

Altre eccezioni sono arrivate dai difensori di Landella, gli avvocati Michele Curtotti e Roberto Eustachio Sisto i quali hanno fatto notare al presidente del collegio Armando Dello Iacovo che la difesa non è in possesso delle intercettazioni telefoniche sotto forma di audio, le quali sono parte dell'incidente probatorio, chiedendo l'annullamento dell'atto riferito alle intercettazioni stesse o quanto meno di non tenerne conto.

Dello Iacovo ha ritenuto, pertanto, necessario rinviare l'udienza al 7 giugno per poter sciogliere ogni eccezione mossa. 

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