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Il mezzo forzato questa mattina

Il mezzo forzato questa mattina

Tre furti in pochi mesi mettono in ginocchio ditta foggiana: "Continuare così è impossibile"

Il titolare Gianluca Bonni: “Teniamo il colpo anche questa volta, ma Dio solo sa quante volte riusciremo ancora a ricostruirci. Poi in tanti si chiedono perché le aziende non investono nel territorio..."

La pazienza è terminata da tempo. Così come la speranza che le cose possano cambiare, prima o poi. Resta solo l’amarezza per chi, ogni giorno, vede perdere i frutti del proprio lavoro. Sono questi, in breve, i sentimenti che sottendono lo sfogo di Gianluca Bonni, della ditta omonima che si occupa di climatizzazione e riscaldamento, a Foggia.

“È la terza volta nel giro di pochi mesi che veniamo derubati di tutta l’attrezzatura di lavoro”, spiega a FoggiaToday. I danni non riguardano solo il furto dell’attrezzatura, ma anche il danneggiamento dei mezzi di lavoro che ogni volta vengono forzati per portar via la merce. Tre furti, tutti e tre messi a segno in città, dove non esistono più zone sicure: il primo in viale della Stazione, il secondo nel centralissimo corso Cairoli e il terzo, ieri mattina, in via Fratelli Biondi.

Tre furti in sette mesi, imprenditore foggiano getta la spugna: "Sono stanco, chiudo!"“

“Contiamo i danni, e questi aumentano di volta in volta. Siamo consapevoli di lavorare in un territorio difficile, ma di questo passo continuare diventerà impossibile”. Come portare avanti un’attività con mezzi continuamente devastati, attrezzatura rubata, caldaie e climatizzatori volatilizzati nel nulla? “Compriamo attrezzatura, la migliore sul mercato, per aumentare i servizi e la qualità del nostro lavoro, in un territorio in cui il termine professionalità è sempre meno presente. Ma ci troviamo sempre devastati da quei pochi che nessuno ferma mai. Lo Stato non esiste, la Legge non esiste”, denuncia Bonni, che però non si rassegna. “Teniamo il colpo anche questa volta e ci rialziamo come sempre, ma Dio solo sa quante volte riusciremo ancora a ricostruirci, in un mondo economico che già di per sé è difficile. Poi in tanti si chiedono perché le aziende non investono nel territorio. Adesso almeno lo sapete”.

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