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Ambulanze e colleghi soccorritori per l'ultimo saluto a Matteo, sconfitto dal virus: "Addio gigante buono"

I funerali si terranno domattina presso la Chiesa di San Giovanni Battista, a Foggia. Lo sfogo social del dottor Zanasi: "Paghiamo la tolleranza e ancor di più l’idea della convivenza forzata col virus. A parte il dispiacere che ho nel cuore per la perdita di un amico, mi pare che certezze non ve ne siano" 

Il mondo dell'emergenza-urgenza di Capitanata è sconvolto per la morte di Matteo Pompilio, autista soccorritore foggiano, in forza alla postazione 118 di Bovino, morto nella giornata di ieri a 'Casa Sollievo'. L'uomo era risultato positivo al Coronavirus dopo ben quattro tamponi negativi.

I funerali saranno celebrati domattina, 12 ottobre, alle 10.30, presso la chiesa di San Giovanni Battista. Nel rispetto delle norme anti-Covid, saranno presenti all'esterno della chiesa numerosi soccorritori che saluteranno per l'ultima volta il collega "gigante buono" con le sirene delle ambulanze.

Il dolore per la perdita di Pompilio ha portato Massimo Zanasi, già primario di Geriatria e ora responsabile del Dipartimento Lastaria di Lucera, ad un lungo e accorato sfogo social: "E' morto di Covid un giovane adulto di 50 anni che conoscevo da anni. A parte il dolore, il dispiacere per questa ancor giovane vita spezzata, mi ha fatto pensare, e molto, la causa: il solito Covid. Direte: non lo sapevi? Ne è pieno il mondo, non fai il medico? Dove vivi? Giusto, ma non è questo il punto", spiega.

"Si era sottoposto a ben quattro tamponi nasofaringei, tutti negativi. Il quinto si è positivizzato dopo vari artifici tecnici, qualche giorno prima di ricoverarsi e solo un pó prima di morire. Non aveva comorbilità, non aveva uno stato fisico compromesso. Non so se la notizia preoccupa, atterrisce o viceversa fa riflettere tutti (medici compresi). Paghiamo la tolleranza e ancor di più l’idea della convivenza forzata col virus. A parte il vero dispiacere che ho nel cuore per la perdita di un amico, mi pare che certezze non ve ne siano". 

"Tamponi, sierologia (non ne parliamo!) lasciano il tempo che trovano se non si adottano misure (alcune forse drastiche) di prevenzione: mascherina, distanza sociale, lavaggio costante delle  mani. Sul vaccino antinfluenzale o antipneumococcico di cui tanto si parla come coadiuvanti, in letteratura vi sono dati contrastanti. Ogni  genitore deve sempre pensare che non si puó proibire ai propri figli di socializzare ma, ognuno di loro, può essere a rischio di contagio oltre che esserne fonte. Caro Matteo, che la terra ti sia lieve".

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