Il 30 giugno chiude Foggiadavivere.it, il portale on line principe degli eventi

Curato da Bianca De Giusti e Maddalena Martino. Il fattore economico tra i motivi che hanno spinto le due web editor a prendere questa decisione. Il sito degli eventi della provincia chiude dopo due anni

Il prossimo 30 giugno Foggiadavivere.it chiude. Bianca De Giusti e Maddalena Martino hanno deciso così, dopo due anni di intenso e duro lavoro.

Per il portale on line principe degli eventi in provincia di Foggia, si chiude un ciclo o forse solo una parentesi, in attesa di nuove proposte, idee e soluzioni interessanti.

Tra i motivi che hanno spinto le due web editor a prendere questa decisione c’è anche e soprattutto il fattore economico.

Sono trascorsi due anni da quando Bianca è tornata a Foggia dopo la lunga parentesi bolognese e ha trovato in Maddalena il giusto partner per dar vita a un prodotto culturale che con il passare del tempo ha acquisito consensi, fiducia e apprezzamenti.

Lo hanno fatto con dedizione, passione e con la voglia di superarsi e di vincere persino il comportamento delle istituzioni, più volte chiamate in causa, invano.

Foggiadavivere.it è una bella storia, una buona proposta culturale che si spegne in una città buia, aggredita dall’inciviltà, dalla criminalità e da mille difficoltà.

Nessun rimpianto per Bianca. Smaltita la rabbia, resta un principio di amarezza e tanta, tanta stanchezza. Foggiadavivere.it il 30 giugno chiude. In attesa di novità.

 

Quando e perché nasce Foggiadavivere.it?

L’idea è nata due anni fa quando dopo 25 anni vissuti a Bologna sono tornata a Foggia. Abituata a cercare informazioni su internet, ho visto che qui era difficile reperirle e ho pensato che avrei potuto colmare io questo gap. Maddalena, amica di vecchia data, si è offerta di aiutarmi e di seguirmi in questo percorso.

Perché proprio gli eventi?

Perché essendo ritornata a Foggia dopo tanto tempo, non ero a conoscenza dei luoghi di ritrovo. Quando mi capitava di passare in piazzetta, ad esempio, mi chiedevo cosa ci fosse da fare, come si potesse vivere la città.

Come definiresti l’esperienza di questi due anni?

Molto faticosa perché con il passare del tempo è aumentato il numero delle richieste e delle conoscenze, i luoghi virtuali dai quali reperiamo le informazioni. E’ diventata sempre più pesante e impegnativa in quanto 7 giorni su 7 stiamo davanti al computer. A Natale, Capodanno, Pasqua e soprattutto l’estate. Alla luce del nostro impegno pensavamo di ottenere un riscontro maggiore dalle istituzioni pubbliche. Per come è strutturato e si è sviluppato, il sito è diventato un servizio sociale. Avrei preferito un indirizzo pubblico, piuttosto che privato o commerciale.

Quando avete pensato che la passione potesse tramutarsi in lavoro?

Ci sarebbe piaciuto se fosse diventato un lavoro a tutti gli effetti, in virtù del tempo che abbiamo impiegato. In prospettiva futura ci sarebbe piaciuto allargare il gruppo ad altri, ad esempio assumendo un programmatore piuttosto che un grafico.

Perché rivolgersi alle istituzioni pubbliche e non al mercato?

No, in realtà ci siamo rivolti ad entrambi. Abbiamo pensato di inserire la tipologia dei banner pubblicitari e abbiamo contattato anche agenzie pubblicitarie. La maggior parte hanno rifiutato perché ci dicevano che a Foggia il web e la pubblicità non tirano o magari, forse perché non abbiamo le credenziali giuste. Abbiamo cercato altre collaborazioni con altre associazioni, ma niente da fare.

Quindi avete incontrato enormi difficoltà?

Certo, forse non abbiamo le conoscenze giuste per muoverci meglio. Anche se a noi non piace andare avanti per conoscenze. Purtroppo non siamo radicate molto sul territorio.

Tra le istituzioni, nello specifico chi avete contattato?

Servizi sociali, turismo e politiche giovanili della provincia. Alcune risposte sono state veramente deludenti.

Del tipo?

Del tipo “Noi non possiamo fare niente”. Ci avessero dato almeno un consiglio.

Chi altro avete contattato?

Anche commercialisti. Immagini che sono andata a Bologna per presentare il progetto perché informazioni che mi servivano a Foggia non riuscivo ad averle. Poi un’associazione che si occupa di progetti ci ha messo in contatto con una persona che però ha dato l’impressione di volerci mettere le mani sopra, chiedendoci di far lavorare il suo grafico. Nello specifico ci sono stati comportamenti poco chiari.

Poi, a un certo punto avete preso la decisione di chiudere Foggiadavivere.it. Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

Abbiamo dovuto considerare l’opportunità di chiudere perché si tratta di un impegno notevole che purtroppo non ha portato a niente. Anche per una questione di dignità, perché è bene fare le cose gratis, ma dopo due anni è giusto che ci siano delle gratificazioni anche economiche. Adesso si avvicina l’estate e luglio, fino alla metà di agosto, è un delirio di eventi. L’idea di dover impiegare il mio tempo senza alcun riscontro non mi va più giù. Se avessi qualcosa in cambio lo farei o lo darei a qualcuno per farlo.

Per quanto riguarda le pubblicità a chi vi siete rivolte?

A chiunque. Il banner più piccolo costava appena 35 euro al mese e non è possibile che nessuno ci abbia contattate. Non puntavamo però sul fatto che fossero i proprietari dei locali a inserire la pubblicità.

Cosa è successo dopo l’annuncio della vostra chiusura?

Abbiamo ricevuto tante mail di solidarietà e anche alcune offerte, però molto vaghe. Molte parole e pochi fatti.

Passereste dalla qualifica di proprietari-direttori ad essere dei semplici dipendenti?

Dipende dall’offerta che ci viene fatta. Noi abbiamo messo su un database di migliaia di location, abbiamo molti contatti. E’ un lavoro notevole. Gradiremmo una collaborazione, magari un lavoro alla pari. Un gruppo che possa sviluppare nuove idee e nuovi progetti.

Qualcuno delle istituzioni si è fatto avanti?

Zero, purtroppo

Se qualcuno facesse una proposta d’acquisto?

Forse quella no, non l’accetterei. Però bisogna pur sempre valutarla.

Il 30 giugno quindi chiudete davvero?

Sì, noi chiudiamo davvero. Forse una proposta interessante in realtà è arrivata, ma voglia di lavorare gratis non ne ho. Comunque siamo rimasti d’accordo che potremmo riprendere sulla base di una proposta valida. Ufficialmente chiudiamo.

C’è un  principio d’amarezza dietro questa decisione?

No no, c’è solo stanchezza. A un certo punto non è andata più. Oramai siamo passati al periodo della consapevolezza, o se vogliamo, della liberazione. Pensare di poter andare via anche mezza giornata al mare, mi fa stare bene. Sarà strano i primi tempi, ma forse poi sarà anche bello. Facendo un po’ di autocritica probabilmente non è andata anche per incapacità nostra. Abbiamo sicuramente fatto degli errori che però non so quali siano. Forse qualcuno dall’esterno può aiutarci a capire.

Avete altri progetti in cantiere?

No, assolutamente no. Io ho il mio lavoro e mi concentro su quello. Come anche Maddalena.

Vuoi lanciare un appello ai nostri lettori?

Ma no, in realtà no. Sono assolutamente serena

Alle istituzioni invece?

No no, niente neanche a loro. Non c’è stata comunicazione prima e non vedo perché ci dovrebbe essere adesso.

Da qui a 10 giorni cosa immagini, cosa aspetti o cosa vorresti?

Guardi in realtà non mi aspetto niente. Non voglio nutrire aspettative perché non mi voglio illudere. Sono serena e tranquilla. Se finisce va bene ugualmente, mi dispiace, ma non ne faccio una tragedia. Se qualcuno ci contatterà saremo disponibili a parlare, ma non mi faccio grandi illusioni.

Per il nostro territorio, che ha poche proposte culturali, non è un altro colpo basso o una sconfitta?

Sicuramente questa è una valutazione che farà chi la deve fare. Noi abbiamo fatto una cosa, ci piaceva e ci sarebbe piaciuto se fosse andata diversamente. Il territorio farà queste valutazioni. Dopo un periodo di rabbia ho accettato questa situazione. Ce l’abbiamo messa tutta.

Se si fosse chiamato Milanodavivere.it pensi che le cose sarebbero andate diversamente?

Credo proprio di sì.

 

 

 

 

 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La Puglia torna in zona arancione. Conte firma il nuovo Dpcm: restrizioni fino al 5 marzo, riecco la scuola in presenza

  • Scuola, si cambia di nuovo: "Superiori in Ddi al 100% per una settimana, elementari e medie in presenza (con ddi a scelta)”

  • Addio a Padre Marciano Morra: per 20 anni fu amico e confratello di Padre Pio

  • La Puglia verso la zona arancione

  • Otto minuti di follia: inseguimento da film tra auto e pedoni, l'incidente contro un muro e la cattura dei due fuggitivi

  • 170 pazienti in terapia intensiva e 1392 in area non critica in Puglia. Nel Foggiano covid-free solo due comuni su 61

Torna su
FoggiaToday è in caricamento