Giovane aggredito al 'Domus', recuperato arsenale a casa di un amico del 'buttafuori': fermata l'intera famiglia

La polizia ha arrestato un pizzaiolo incensurato di Foggia e i suoi genitori. Nelle pertinenze della loro abitazione sono state recuperate varie armi e oltre un centinaio di munizioni. Indagini in corso per risalirne alla proprietà

Le armi e le munizioni sottoposte a sequestro

Armi di varia tipologia e calibro e oltre un centinaio di munizioni: è un vero e proprio arsenale quello recuperato e sequestrato dalla polizia a casa di un giovane incensurato foggiano. L'attività rientra nell'ambito delle indagini relative alla brutale aggressione ai danni di un 18enne di Lucera, avvenuta lo scorso sabato notte nei pressi della nota discoteca 'Domus'.

Per il fatto, lo ricordiamo, gli agenti della squadra mobile hanno sottoposto a fermo, per tentato omicidio, il 37enne foggiano Aleandro Di FioreNel prosieguo delle attività, la polizia ha effettuato una perquisizione a carico di un pizzaiolo foggiano - Renato Console, di 28 anni -  il quale, è emerso, dopo l'aggressione aveva avuto un incontro con Di Fiore. I due, infatti, quella notte, erano stati casualmente controllati mentre erano insieme. Per tale ragione, d’intesa con la Procura della Repubblica di Foggia che ha coordinato tutta l’attività, lo scorso lunedì è stato effettuato un controllo presso l'abitazione del 28enne, dove è stato recuperato uno sfollagente telescopico.

Le immagini delle armi e munizioni sequestrate

Gli inquirenti hanno avuto quindi il sospetto che il giovane potesse detenere alcune armi, tra cui anche quella utilizzata per il ferimento del giovane, nella cui mandibola è stato estratto il frammento di un proiettile calibro 7.65. Le perquisizioni  hanno interessato il domicilio del giovane e dei suoi familiari e le relative pertinenze, consentendo di recuperare un vero e proprio arsenale nascosto in un borsone. Nel dettaglio, la polizia ha recuperato due pistole cal. 9x21 con matricola abrasa e relativi caricatori, due  revolver cal. 38, una pistola semiautomatica con annesso caricatore rifornito di tre colpi, una penna modificata a pistola cal. 22, una similarma, un silenziatore, una canna cal. 7.65 e un giubbotto antiproiettile, insieme ad un centinaio di cartucce di vario calibro.

L’attività investigativa ha consentito di accertare che della disponibilità di tale arsenale di armi avessero piena contezza anche i familiari del 28enne, ovvero i genitori  - Antonio Console classe 1959 e Lucia Tolve, classe 1963 - che, in occasione dell’arresto del figlio, temendo una perquisizione da parte degli investigatori, hanno provveduto a spostare le armi da un luogo di loro pertinenza ad altro locale. I tre sono stati arrestati, alla donna sono stati concessi gli arresti domiciliari. Sulle armi, sono in corso ulteriori accertamenti volti a chiarire se fra esse vi sia anche quella utilizzata per il tentato omicidio. Verranno inoltre effettuati accertamenti balistici specifici per acclarare l'eventuale utilizzo delle stesse in fatti di sangue e per risalire alla proprietà dell'arsenale. 

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