Nove insospettabili e quel business del mattone "a luci rosse'

Nove arresti a Foggia, tra cui l'ex candidata di Forza Italia Adrijana Vasiljevic: si tratta di proprietari o locatari di appartamenti che venivano messi a disposizione di prostitute e trans di tutt’Italia

Foto d'archivio

Appartamenti trasformati in bed & breakfast del sesso a pagamento. Dieci quelli individuati a Foggia, in varie zone della città, e sottoposti a sequestro preventivo, all’esito di una lunga e complessa indagine interforze coordinata dalla locale Procura della Repubblica. Dal centro alla periferia, appartamenti organizzati in alcove multiple (con tanto di doppi servizi e doppi ingressi per evitare incontri imbarazzanti tra ‘clienti’ in attesa), in grado di accogliere da due fino a quattro prostitute contemporaneamente.  

Il business del mattone “a luci rosse” era diventato particolarmente redditizio per nove insospettabili foggiani, proprietari o locatari di appartamenti che venivano messi a disposizione di prostitute e trans di tutt’Italia, in base ad una rigida turnazione settimanale. Ogni settimana, infatti, queste case di tolleranza venivano popolate da donne diverse, per lo più straniere, che esercitano tale professione ‘a giro’ in varie città d’Italia. Cinquanta euro al giorno il costo dell’affitto della stanza; cifra che in alcuni casi comprendeva anche il servizio lavanderia per lenzuola e biancheria da bagno.

Gli annunci di disponibilità degli spazi era pubblicati su quotidiani e siti internet; gli incontri con le ragazze, invece, venivano concordati direttamente con i clienti su siti di incontri specializzati. Per il fatto, questa mattina, su disposizione della Procura di Foggia, sono state eseguite nove misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone, tutte di Foggia, accusate a vario titolo di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, con contestuale sequestro preventivo degli appartamenti adibiti a case di tolleranza.

Scoperto giro di prostituzion: nove arresti a Foggia

Si tratta del 40enne Michele Sorrentino e della fidanzata Adrijana Vasiljevic, 32enne serba ma residente da tempo a Foggia, dove nel 2014 si candidò alle ultime amministrative nelle liste di Forza Italia; il suo nome spunta anche nelle carte dell'inchiesta del crack delle case di cura ‘Casa Divina Provvidenza’. Con loro anche Antonio Spadaccino di 57 anni, Stefano Simolo di 49, Maddalena Solomita di 64 e Francesco Paolo Giuva di 26. Ancora, Francesco Paolo Cinquepalmi, sessantenne, Angelo Rosario Antonio Strippoli di 52 anni e Rosario Antonio Strippoli di 57. Un poliziotto, invece, è indagato, a piede libero, per omessa denuncia. Alcuni degli indagati, poi, si sarebbero anche industriati per garantire gli spostamenti logistici delle "affittuarie", tra la stazione ferroviaria ed i rispettivi appartamenti, oppure procurando loro beni come sigarette, schede telefoniche, anticoncezionali.

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Assolutamente trasversale la clientela tracciata: dall’operaio al professionista, dallo studente all’impiegato; una clientela che variava anche in base all’alternarsi delle ‘affittuarie’: semplici prostitute o vere e proprie escort, più o meno giovani, donne o trans.  L’esecuzione di tale ordinanza rappresenta il primo risultato di complesse e articolate attività d’indagine iniziate nel 2015 e riattualizzata nel corso dei primi mesi del 2018. Tante le denunce pervenute alle forze di polizia da parte dei condomini che mal sopportavano i continui ed ambigui via-vai di clienti dagli stabili, a tutte le ore del giorno e della notte. Le attività sono state condotte attraverso numerosissime intercettazioni telefoniche, ambientali e video e, soprattutto, attraverso la raccolta di testimonianze (di condomini, prostitute e clienti), sopralluoghi, pedinamenti. Fondamentale anche l’analisi di documentazione contrattuale e dati economico-finanziari che hanno permesso di ricostruire il giro d’affari costruito su questi appartamenti: anche 7mila euro al mese.

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