Vicepreside picchiato dal genitore di un alunno: "Noi insegnanti vituperati e costantemente a rischio"

Lettera aperta dei docenti del Liceo ‘Guglielmo Marconi’ di Foggia dopo l’aggressione subita dal vicepreside della ‘Murialdo’, picchiato dal genitore di un alunno: “Evidenti i rischi cui è esposta la nostra categoria”

Immagine di repertorio

 “Il barbaro pestaggio di cui è rimasto oggi vittima il collega Vicepreside della Scuola Secondaria di primo grado ‘L.Murialdo di Foggia, rende evidente i rischi costanti cui è esposta la nostra categoria, impegnata sempre e su più fronti nel suo difficile compito educativo, costretta a supplire spesso alle carenze del contesto familiare e sociale di riferimento”, è quanto dichiarano in una lettera aperta i docenti del liceo ‘Guglielmo Marconi’.

“Nell’esprimere la totale, piena e incondizionata solidarietà al collega, di cui ci è nota la professionalità, la disponibilità e la dedizione con la quale svolge quotidianamente il suo ruolo di docente e di vicepreside - dedizione che lo ha reso  un costante punto di riferimento per colleghi del suo istituto e non - ci preme sottolineare come la nostra professione, spesso vituperata da un’opinione pubblica che non ne conosce o ne misconosce le difficoltà ed i meriti, sia costantemente sottoposta a rischi inimmaginabili in una società civile, soprattutto se si considerano le circostanze dei fatti accaduti”.

“Senza entrare nel merito di una vicenda dei cui sviluppi si occuperà la magistratura nelle sedi opportune – proseguono i docenti -, ci preme sottolineare come sia inammissibile che un docente possa essere aggredito da un genitore, sul luogo di lavoro, di fronte ad altri genitori e cosa ancora più grave ad alunni cui il solo assistere ad episodi di violenza può causare effetti traumatici. Come sia potuto accadere un fatto di tale gravità, come si è detto, non sta a noi appurarlo; fatto sta che è accaduto ciò che non sarebbe mai dovuto accadere in un luogo che tutti dovrebbero sentire come un luogo sicuro, dove crescere in serenità ed armonia, dove sviluppare appieno le proprie potenzialità di educatori e di discenti”.

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“Un segno molto grave di una situazione di degrado sociale e culturale purtroppo accaduto nella nostra città, in una scuola che peraltro brilla per iniziative e proposte a livello formativo e didattico e che non meritava di essere deturpata da un gesto violento ed assurdo come questo. Al collega – conclude la lettera dei docenti – il nostro più vivo augurio di tornare presto a svolgere quel ruolo che ha saputo incarnare pienamente, rendendoci fieri di essere stati al suo fianco in così tante occasioni”.

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