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Francesco Marcone, l'uomo onesto ucciso da "la guasta": la città non dimentica, e da 25 anni attende giustizia

25 anni di dolore, di ricordi, di indagini fatte male o a rilento. Il ricordo di Daniela, la figlia minore di Francesco Marcone, che ricorda il momento esatto in cui vide suo padre riverso sulle scale del portone di casa

 

La storia di Francesco Marcone ormai fa parte della storia di Foggia, di una città che ha visto gli orrori della malavita organizzata quasi da sempre. Dagli anni ’90 in cui la mafia foggiana era conosciuta come “la guasta”, come ricorda Daniela ai microfoni di FoggiaToday.

Erano le 19,15 del 31 marzo 1995 quando forse due persone entrarono nel portone di casa Marcone e spararono al direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia Francesco Marcone, quando la figlia minore Daniela arrivò davanti al portone di casa e trovò la polizia. Un vicino di casa le consigliò di non entrare perché “avevano sparato”.

Un omicidio che a distanza di 25 anni non ha un colpevole, non ha un mandante. Eppure, come dice Daniela, dall’ultimo provvedimento ci sarebbe il nome di chi ha sparato quella sera di 25 anni fa, ed è un nome legato alla malavita foggiana. Ma manca il mandante. Il tutto sembrerebbe ricondurre al mondo edile, probabilmente a evasioni miliardarie che ricadevano nel penale. Una sfera che Marcone conosceva bene e sulla quale aveva puntato il dito | IL VIDEO

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