Appalti realizzati con fideiussioni false: assolto broker foggiano

Pierluigi Chieffi è stato assolto nell'inchiesta che lo vedeva coinvolto insieme ad altri otto soggetti.L'avvocato D'Ambrosio: "Non poteva conoscere l'illegittimità della posizione della Vikay Financial service Ltd"

Si è chiuso ieri a Foggia l'ultimo dei processi per abusivismo in attività finanziaria celebratosi a carico del dr. Pierluigi Chieffi, noto broker assicurativo e finanziario del capoluogo dauno, operante su tutto il territorio nazionale. Chieffi fu coinvolto nelle indagini riguardanti il rilascio di polizze fideiussorie (false, secondo gli inquirenti) per la realizzazione di appalti di ogni tipo, che andavano dall’edilizia ai parchi eolici e fotovoltaici, emessa da una società inglese, la Vikay Financial service Ltd, che aveva aperto una sede operativa in Italia nel 2010.

Nell’inchiesta, furono coinvolti nove soggetti, tra amministratori di società, pubblici ufficiali e promotori finanziari, tra cui proprio Pierluigi Chieffi.

Come spiega il difensore di Chieffi, l’avvocato Paolo D’Ambrosio “la società, pur non essendo iscritta nell'albo speciale della Banca d'Italia dedicato ai soggetti abilitati all' esercizio dell'attività finanziaria e creditizia, aveva fondato la propria attività sulla normativa comunitaria emanata a tutela della libera circolazione di beni e servizi nel mercato europeo. E la pretesa della Vikay, nei primi anni, non aveva incontrato veti o obiezioni da parte di nessuno degli enti pubblici (regioni, province e comuni) ai quali le fideiussioni erano state consegnate quali beneficiari, e, tantomeno da parte di Banca d'Italia che solo nel 2012 segnalò il difetto dei requisiti della Vikay e di altre società estere operanti nel medesimo settore. Ne nacquero una serie di indagini da parte della Guardia di Finanza che coinvolsero i vertici della Vikay, il dr. Chieffi che ne era stato il principale intermediario sul territorio nazionale e persino gli imprenditori che avevano chiesto il rilascio delle garanzie fideiussorie”.

Assolto già nel 2016 per un primo troncone processuale, nella giornata di ieri il Tribunale di Foggia ha nuovamente dichiarato l’assenza di ogni responsabilità a carico del broker foggiano, per avere intermediato nel rilascio delle polizze fideiussorie, “ribadendo il principio che, nella complessa situazione normativa e di fatto nella quale ebbe ad operare, egli non poteva essere consapevole dell'illegittimità della posizione in cui si trovava la Vikay”.

Nel ribadire la soddisfazione per l’assoluzione del proprio assistito, l’avvocato D’Ambrosio conclude rimarcando che “nonostante l'evidenza della situazione di apparente legittimità dell'attività della Vikay, Chieffi è stato costretto ad affrontare lunghi ed estenuanti processi per dimostrare ciò che era evidente, ovvero la sua buona fede, fino a quando non c'è stato l'intervento chiarificatore di Banca d'Italia. Da quel momento in poi il Chieffi aveva sospeso l'attività e questo era la chiara dimostrazione della sua non colpevolezza”.

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