Cronaca

Foggia sfila contro il femminicidio, in 500 alla fiaccolata: "Mai più come Carmela"

Alla testa del corteo, i genitori di Carmela, Matteo Morlino e Maria Teresa D'Orsi, accanto al sindaco di Foggia Franco Landella. L'evento organizzato dalla rete inter-associativa R.I.V.I.VI.

Carmela è diventata un simbolo. O meglio, una “martire”, come l’ha definita il padre, Matteo Morlino. Una delle ultime vittime di femminicidio in Italia è stata una donna di Foggia, barbaramente uccisa dalla mano dell’ex marito, il 12 marzo scorso a Pergine.

Nel giorno del trigesimo, la città ha voluto ricordare Carmela in dignitoso silenzio: una fiaccolata per le vie del centro. Erano in 500 - numero più, numero meno - gli uomini e le donne incolonnati dietro ad un eloquente striscione: “Mai più come Carmela”. Perché insieme a Carmela la città ha ricordato tutte le donne uccise per volontà di un uomo. Si stima che ogni 2 giorni, in Italia, venga uccisa una donna. Una vera e propria emergenza sociale cui bisogna porre rimedio eliminando le falle di un sistema di tutela che non protegge fino in fondo chi già si era rivolto ai servizi, come nel caso di Carmela, e attivato ogni risorsa disponibile.

Alla testa del corteo, i genitori di Carmela, Matteo Morlino e Maria Teresa D’Orsi, accanto al sindaco di Foggia Franco Landella che ha assicurato tutto il suo impegno per l’attivazione del centro anti violenza previsto nei locali dell’ex gil di corso Matteotti, i cui lavori furono già ultimati dalla precedente amministrazione comunale. Ad organizzare la fiaccolata è stata la rete inter-associativa contro la violenza sulle donne, R.I.V.I.VI., di Foggia, che unisce sette associazioni del territorio e che ha coinvolto altre ventidue entità, con il patrocinio morale del Comune di Foggia e l’adesione della Consigliera di Parità.

Dopo il corteo silenzioso, Carmela è stata ricordata in piazza Cesare Battisti: chi era, qual era la sua storia ed i suoi progetti, e non solo il delitto o il mostro che l’ha uccisa. A raccontare di questa giovane donna e mamma, è stato il papà Matteo. Tra aneddoti di vita quotidiana e l’orgoglio per una “figlia modello”, realizzata negli studi e nel lavoro. Una donna moderna, il cui destino è stato barbaramente stroncato da 15 coltellate inflitte con violenza dall’ex marito sull’uscio di casa. “Il suo primo pensiero era per i suoi due figli, il suo ultimo pensiero è stato per i figli. Abbiamo saputo che dopo essersi assicurata che i bambini si erano messi in salvo presso una vicina di casa, Carmela è spirata con l’animo in pace”. 

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