Festival del Libro: tra cultura, furti e inciviltà. Un flop o un successo?

Alle dichiarazioni del Rettore dell'ateneo foggiano: "Un flop", replicano l'associazione "Capitanata Mia" e il Consorzio Start Capitanata: "Foggia ha fatto la sua bella figura"

Foto: Voce di Foggia

Il dibattito che si sta sviluppando attorno al Festival nazionale del libro tenutosi a Foggia dal 28 al 30 settembre, se da una parte conferma la voglia di partecipazione e il desiderio di cultura di uno spicchio di  cittadinanza, dall’altra mette a nudo i limiti della macchina organizzativa e soprattutto i comportamenti di quelle persone che "nella tre giorni del libro" sono riuscite a rovinare, anche se parzialmente, il tentativo coraggioso di fare del capoluogo dauno il cuore della letteratura e della cultura.

La critica del prof. Giuliano Volpe non è passata inosservata. Anzi, tutt’altro. Il suo intervento ha suscitato particolare attenzione e qualche mal di pancia tra gli organizzatori, a cui va il merito di averci provato e di aver ottenuto tanto quanto si aspettavano alla vigilia dell’evento. Ma è giusto che si facciano i conti con il suo autorevole e prezioso intervento: “Scarsa partecipazione, transito delle auto in via Arpi, rumore dei motori, piazza sporche e cassonetti debordanti di spazzatura. Un’iniziativa organizzata in maniera frettolosa e senza un vero progetto culturale. Buona volontà e poche competenze”. In sintesi, per il Magnifico Rettore dell’ateneo foggiano, il festival è stato “Un flop”.

Non sono dello stesso avviso il presidente dell’associazione “Capitanata Mia”, che si è detto “offeso” dalle dichiarazioni di Volpe e il Consorzio Start di Capitanata: “Precisiamo che sono stati raggiunti gli obiettivi più importanti: far parlare bene di Foggia in ambito nazionale, creare dei momenti culturali importanti con autori di tutto rispetto, valorizzare le piazze del centro storico, ma anche e soprattutto scuotere il cuore culturale della città che ora ha ripreso a battere con particolare intensità”.

Si tratta di legittimi point of view. Ma, sebbene sia facile criticare - come lo è altrettanto non fare autocritica - è probabile che la verità in questi casi stia nel mezzo. Per gli organizzatori  “Foggia ha fatto la sua bella figura”. Contrario il giudizio del Rettore: “Mi sono personalmente vergognato nei confronti degli invitati”.

Però, nessuno finora aveva evidenziato il furto dei libri dai mini bus per il BookCrossing e delle casse di vino destinate al sabato sera per gli assaggi nelle piazze. Normale amministrazione direbbe qualcuno. E invece no. Chissà se lo sapesse Volpe cosa direbbe.

Una città che fa fatica a rialzarsi e che spesso si trova a dover persino giustificare atteggiamenti che invece andrebbero  fortemente condannati, portati all’attenzione dell’opinione pubblica e trattati come casi gravi, non può farsi garante della civiltà e della cultura. Una manifestazione può essere più o meno apprezzata, i giudizi possono essere più o meno condivisibili, ma alcuni episodi o atteggiamenti non devono essere più tollerati. Se si vuole, si può ripartire.

 

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