Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Nel nome della Madonna del Soccorso

Ricorrenza della Madonna del Soccorso di San Severo. Il 44enne ferito dall'esplosione di un petardo, gli insulti e le minacce agli organi di stampa, le precisazioni di Francesco Miglio, gli errori di certa politica

Tempestato di messaggi social il sindaco di San Severo Francesco Miglio ha fatto chiarezza sul ferimento del 44enne avvenuto ieri 16 maggio durante l'accensione-esplosione di alcuni petardi, proprio nel giorno in cui la città dell'Alto Tavoliere rendeva omaggio, in preghiera, alla Madonna del Soccorso.

Teatro della tragedia sfiorata, un'abitazione di campagna alla periferia della città. "Anche episodi di infortuni accaduti ieri nulla a che fare hanno con la festa della nostra Patrona" ha precisato il primo cittadino.

Oggetto di minacce e insulti sono stati gli organi di informazione che hanno pubblicato la notizia. Anche la nostra testata è finita nel tritacarne dei social. 

Al netto delle considerazioni e dei punti di vista dei lettori sull'argomento, vien da chiedersi come sia possibile macchiarsi di alcuni deplorevoli comportamenti nel nome della Beata Vergine.

Un ossimoro sconcertante e spiacevole che per giunta non fa onore alla stragrande maggioranza degli abitanti di San Severo perbene. 

C'è ad esempio chi soltanto qualche giorno prima ci aveva chiesto uno spazio per un articolo sulla ristrutturazione della statua di San Pio, salvo poi perdere le staffe in privato con un "Cornuto di merda kitemurt, l articolo di murt toj non è vero...cancella pingone Cornuto".

Oppure chi medita vendetta e minaccia una esplosione davanti alla nostra redazione: "una cosa e certa, appena si potrà sparare dobbiamo fare un finale. sotto la. vostra sede solo. panneggi e quinte poi vediamo cosa scrivete".

Chi invece, dal profondo senso di fede che evidentemente lo contraddistingue, ha scomodato la patrona nel segno della legge del contrappasso: "La Madonna del Soccorso vanna fa perd i det" .

Eppure, rispetto a queste gravità inaudite, nessuno ha proferito parola di condanna.

Cosa ancor più grave è che certa politica, quella che sembra maggiormente preoccuparsi di non perdere consensi, non ha perso occasione per gettare benzina sul fuoco, denigrando ed esponendo oltremisura gli organi di informazione al pubblico ludibrio.

Certa politica ha strumentalizzato l'episodio con l'aggravante di aver contribuito ad ingenerare un clima pesante, già infuocato, alimentando e legittimando lo sfogo di chi evidentemente non ha altri modi, se non quelli di cui sopra, per esternare il proprio dissenso.

Ma tant'è, d'altronde si sa, in politica è il tempo dei mediocri. 

Or dunque, se è vero che non vi sarebbe stata alcuna festa illegale, ma per fortuna un'attenzione scrupolosa delle forze dell'ordine e il rispetto dei divieti imposti dalle ordinanze da parte dei cittiadini, sarebbe stato sciocco, per chi fa il nostro mestiere, sottacere e non sottolineare la circostanza del ferimento avvenuto in concomitanza con la ricorrenza della santa patrona. 

A meno che non si voglia far credere ai più ingenui che a San Severo l'esplosione dei petardi, anche di un certo rilievo, avvenga ogni giorno. 

A noi non risulta, esattamente come non ci risulta che ve ne siano realmente stati, ad eccezione di qualche iniziativa privata come nel caso incriminato. 

Semmai ce ne fosse ancora bsogno, a scanso di equivoci e per ribadire che a San Severo sono state rispettate le misure imposte, riportiamo una dichiarazione con la quale il sindaco Francesco Miglio sgrombra ogni ipotesi contraria: "I festeggiamenti della nostra madonna oggi sono stati composti e ordinati. Si sono limitati ai soli momenti religiosi, senza alcuna manifestazione “collaterale”, così come ci era stato chiesto nei giorni scorsi. L’invito alla responsabilità è stato pienamente recepito ed i miei concittadini sono stati fino ad ora rispettosi delle disposizioni emanate e per molti di loro non era affatto semplice. Anche episodi di infortuni accaduti ieri nulla a che fare hanno con la festa della nostra Patrona"

In conclusione, non potevamo non esercitare il diritto-dovere di cronaca, sottolineare le accuse ingenerose piovute nei nostri confronti, ma anche e soprattutto l'ennesima occasione persa di certa politica.

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