Apricena, non accettano il divieto di botti e tentano di bloccare la processione: arrestati

Una ventina di persone ha causato il ritardo dell’uscita del simulacro dalla Chiesa madre. I militari sono intervenuti per liberare la strada, arrestando due soggetti che si erano opposti con violenza

Nella serata di ieri, ad Apricena, si è svolta la prima processione in occasione della festa patronale dedicata a Maria SS. Incoronata che, come ogni anno, ha attirato migliaia di fedeli, provenienti anche da altre province.

Il momento di fede è però stato inizialmente turbato da un gruppo di facinorosi che, ben lontani dai sentimenti di venerazione che dovrebbero animare tali occasioni, ha causato il ritardo di circa un’ora dell’uscita dalla Chiesa Matrice del sacro simulacro.

I fedeli, infatti, hanno dovuto subire una lunga attesa a causa di un'insensata protesta contro il divieto posto dal Sindaco del paese all'accensione delle batterie di fuochi pirotecnici cosiddetti "alla sanseverese".

Il primo cittadino, infatti, vista l'assenza delle misure di sicurezza necessarie a prevenire incidenti e a tutelare l'incolumità dei partecipanti, pur non avendo emesso alcuna ordinanza di divieto, non ha comunque potuto autorizzare lo svolgimento dei fuochi, visto anche quanto accaduto domenica scorsa a San Severo, nell'incidente che ha visto coinvolta una donna, che solo per una serie di fortunate circostanze non ha perso un braccio.

Le motivazioni alla base della decisione non hanno però illuminato una ventina di integralisti del botto, i quali, noncuranti delle migliaia di fedeli in attesa, hanno ostruito l'uscita della Chiesa dalla quale doveva prendere avvio la processione, con un sit-in degno di ben altre cause.

Risultati inutili, per circa un'ora, gli appelli al buon senso e al rispetto per il prossimo, oltre che alla stessa Maria SS. Incoronata, i Carabinieri hanno posto fine ad una inaccettabile prepotenza andando a spostare di peso i dimostranti. A tale decisione la maggior parte di questi ha finalmente liberato la via, mentre un paio di soggetti, già noti ai militari, si sono opposti con la violenza, costringendo i militari ad ammanettarli e a portarli così in caserma, tra gli applausi dei fedeli.

Sono quindi stati arrestati per resistenza a Pubblico Ufficiale M.M, di 34 anni, e D.A.F., di 28, entrambi di Apricena, i quali, dopo le formalità del caso, su disposizione della Procura della Repubblica di Foggia sono stati posti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. I due sono inoltre stati denunciati alla stessa Autorità Giudiziaria per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità e manifestazione non autorizzata.

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Per gli stessi reati verranno inoltre deferiti a piede libero anche gli altri manifestanti, le cui identità sono in corso di accertamento, anche attraverso la visione dei filmati appositamente realizzati nella circostanza.

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