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Selfie di laurea nel Teatro Giordano scatena l'indignazione dei foggiani: regali e bottiglie "ma non era una festa". "Capisco l'imbarazzo"

La foto scattata a dicembre nella Sala Fedora con 13 persone in posa, bottiglie e regali sul tavolo, ha generato qualche imbarazzo anche al Comune di Foggia: "È stata una leggerezza, staremo più attenti"

Un neolaureato con la corona d'alloro scatta un selfie con dodici persone nella Sala Fedora del Teatro Umberto Giordano. Sul tavolo si intravedono due bottiglie, fiori, regali e la tesi poggiata su un cavalletto. Sullo sfondo il pianoforte del Maestro. La sala, di norma, viene concessa - a pagamento - solo per matrimoni civili e servizi fotografici, oltre che per eventi pubblici di cui si valuta il profilo. Per di più, la foto è stata scattata quando era già in vigore il Dpcm del 3 dicembre che vieta le feste nei luoghi chiusi e all'aperto, comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Foggia era in area arancione, insieme ad altri 19 comuni della Puglia gialla, quindi sottoposta a un regime più rigido, causa contagi. 

Le foto ricordo sono state inviate con una lettera anonima all'attenzione di Giuseppe Mainiero, ex consigliere comunale ed ex candidato sindaco di Foggia in Testa, che non ha esitato a pubblicarle sui social con alcuni omissis facilmente desumibili, scatenando l'indignazione dei cittadini. "I teatri del mondo sono tutti chiusi, il Teatro Giordano apre a dicembre 2020 per una festa privata", si legge nell'incipit della breve missiva. L'anonimo delatore sostiene che la sala sia stata, per di più, concessa gratuitamente, "e pure nel periodo di divieto di assembramenti".  

La foto già circolava dal 10 dicembre. E qualche scatto del servizio fotografico, con una bella torta sulla scrivania e il festeggiato in posa, è stato pubblicato un paio di giorni dopo.

Per appurare i fatti, abbiamo chiesto chiarimenti al dirigente Carlo Dicesare, che si occupa del Teatro, informato solo dai dipendenti comunali. "Non era una festa di laurea, era un servizio fotografico. L'autorizzazione era di un'ora e le persone sono state dentro un'ora, forse anche meno. I tecnici del teatro mi hanno riferito che si sono soffermati più che altro sulle foto e lui ha fatto un discorso sulla tesi e sul suo momento, discutibile per la verità. Domani verifico se ha pagato o non ha pagato, ovviamente se non ha pagato lo inviteremo a farlo immediatamente. Capisco l'imbarazzo, però non era una festa".

Le persone presenti non avrebbero pasteggiato. "So che i dipendenti del teatro erano attenti a questo. Mi dicono che non c'erano pasticcini. Forse c'erano due bottiglie, però la festa è un'altra cosa. Noi non diamo il teatro per le feste private tra l'altro, neanche a pagamento, non esiste".

Non ha visto le foto, ma non condivide affatto, e l'autorizzazione "è passata dall'ufficio di gabinetto del sindaco, non dall'assessorato alla Cultura". L'autorizzazione, precisa, era relativa a dieci persone. "Mi sembra strano che gli operatori del teatro abbiamo fatto entrare più di dieci persone". Ha già parlato con il sindaco e pare che anche lui fosse alquanto imbarazzato, non se lo aspettava. "Evidentemente è stata una leggerezza, passata così, e forse non ce ne siamo accorti". Anna Paola Giuliani, per inciso, non sapeva proprio niente. "Dal mio punto di vista, come dirigente della Cultura e direttore del Teatro - conclude Dicesare - le dico che è una leggerezza e che la prossima volta staremo sicuramente più attenti".

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