Cronaca

Festa della donna, Cgil: “8 marzo dedicato a donne che non si arrendono”

Lavoro nero, violenze, pari opportunità negate. La CGIL: l’8 marzo lo dedichiamo a tutte quelle donne che non si arrendono e si ribellano”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Le donne che lavorano tra mille difficoltà per un modello sociale che non rispetta i loro tempi di vita e i molteplici ruoli cui devono assolvere. Alle donne che hanno un lavoro ma è troppo spesso nero o grigio, sottopagato e senza diritti. Alle donne che un’occupazione la cercano ma si scontrano con un territorio dove solo una su cinque riesce a trovarlo. Alle tante donne laureate, formate, specializzate, che sono costrette ancora ad emigrare. E poi alle donne vittime di violenze, ancora troppe, dentro e fuori le mura domestiche. E a quelle che si ribellano, che denunciano chi le molesta, che denunciano le mafie. A tutte queste donne la Cgil di Capitanata vuole dedicare la giornata dell’8 marzo.

“Il contesto di crisi e recessione – ricorda Mara De Felici, segretaria generale della Camera del Lavoro di Foggia – ha colpito più duramente i soggetti più deboli, soprattutto giovani e donne. La forza lavoro femminile è soprattutto impiegata nel commercio, nelle aziende di trasformazione dei prodotti agricoli, nei servizi, settori che tradizionalmente già presentano livelli preoccupanti di sfruttamento e mancato rispetto dei diritti. Dalle dimissioni firmate in bianco alla maternità, dall’allattamento alla cura dei propri cari, forme di discriminazione di genere sono purtroppo ancora altissime. Fino a differenze salariali con gli uomini a parità di mansioni”.

Per queste donne “la Cgil continuerà a stare in campo, riaffermando la centralità del lavoro – dignitoso, legale, sicuro –, per una contrattazione che rispetti i diritti e i tempi di vita delle donne madri e lavoratrici, per servizi pubblici adeguati a sostegno delle famiglie, infine – ma non per importanza – per la piena affermazione delle pari opportunità e una visione del ruolo della donna nella società e nella famiglia non più subalterna all’uomo”.

 

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