Tentato omicidio in via Ricca, fermato 24enne: "Voleva uccidere, ma si è inceppata l'arma"

Si tratta di Michele Morelli. Le uniche informazioni a disposizione degli inquirenti della squadra mobile sono quelle fornite da un "occhio elettronico" che - fortuitamente - ha ripreso tutta la scena

Luogo del tentato omicidio

Di certo qualcuno ha assistito alla sparatoria avvenuta lo scorso 22 agosto, in via Michele Ricca, a Foggia; di certo la vittima di 31 anni - doveva aver riconosciuto il suo aggressore, che gli si è presentato dinanzi a volto scoperto. Nessuno però – né vittima, né eventuali testimoni - ha inteso fornire indicazioni di sorta in merito ad un tentato omicidio avvenuto in pieno giorno, al Rione Biccari.

Le uniche informazioni a disposizione degli inquirenti della squadra mobile sono quelle fornite da un “occhio elettronico”, una telecamera piazzata in zona e che – fortuitamente – ha ripreso tutta la scena. Una manciata di minuti e pochi, essenziali, elementi per disporre il provvedimento di fermo di indiziato di delitto - emesso dal pm Vincenzo Maria Bafundi - nei confronti di Michele Morelli, 24enne del posto con piccoli precedenti di polizia. Ora dovrà rispondere del reato di tentato omicidio e porto di arma comune da sparo.

Il fatto, lo ricordiamo, avvenne in pieno giorno a Foggia, nel popolare rione Biccari. Erano da poco passate le 10,30 quando una persona – individuata nel Morelli - ha esploso numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell'ex guardia giurata. L’aggressore, arrivato in via La Torre in sella ad una bici, ha lasciato il mezzo per inseguire la vittima esplodendogli contro numerosi colpi di arma da fuoco calibro 7,65. Sette i colpi esplosi; sei i bossoli rinvenuti in strada dalla mobile, più un proiettile intero. Non un semplice avvertimento: ne sono convinti gli uomini della mobile foggiana. L’intenzione del fermato era quella di uccidere la vittima, salva per miracolo perché l’arma si è inceppata al suo ultimo colpo (in via Ricca, infatti, è stato trovato un bossolo inesploso).

Le immagini repertate, infatti, immortalano il momento in cui l’uomo – dopo aver ferito la vittima (“gli ha polverizzato il femore”, spiega Fabbrocini) gli si avvicina per esplodere il colpo di grazia . Ma l’arma fa cilecca al suo ultimo colpo utile. Accontentandosi del ferimento, l'aggressore fugge a piedi rendendosi poi irreperibile per giorni. Ancora da chiarire il movente di tale gesto. Una pista seguita dagli inquirenti è legata all'attività privata di compravendita di autovetture nella quale i due – sia vittima che fermato, entrambi sposati e con figli – erano variamente coinvolti. “Ma – precisano dalla squadra mobile - siamo ancora nel campo delle ipotesi”.

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