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Poliziotto aggredito a San Severo: "Necessario un reato specifico per punire chi aggredisce lo Stato”

Così Felice Romano, segretario generale del Siulp, commenta la brutale aggressione in danno di un ispettore di polizia in forza al reparto prevenzione crimine, avvenuta a San Severo, ad opera di tre giovanissimi

“L’ennesima violenza gratuita su personale in uniforme ripropone l’urgenza del reato specifico per punire chi aggredisce lo Stato”.

Così Felice Romano, segretario generale del Siulp in una nota che commenta la brutale aggressione in danno di un ispettore di polizia in forza al reparto prevenzione crimine, avvenuta pochi giorni fa, a San Severo, ad opera di tre giovanissimi. “L’emergenza sanitaria determinata dal contagio da Coronavirus non è ancora terminata ed ecco che la consuetudine di aggredire chi rappresenta lo Stato, forti dell’assoluta  certezza di totale impunità, si ripresenta in tutta la sua drammatica attualità”, si legge nella nota stampa.

“Le immagini che l’emergenza sanitaria ci ha consegnato durante il lockdown e che vedeva i poliziotti accolti e celebrati come gli eroi che ci tutelavano sembrano ormai appartenere, dopo l’ennesima violenta aggressione consumata a San Severo, ad un lontano passato riproponendoci la drammatica attualità in cui, inusitatamente e senza nessuna apparente giustificata ragione, la violenza contro chi rappresenta lo Stato ritorna ad essere normalità nelle strade del nostro Paese”.

“Ecco perché esprimiamo solidarietà e vicinanza all’ispettore barbaramente e ingiustificatamente aggredito nel foggiano, augurandogli una pronta e definitiva guarigione, e contestualmente un plauso ai colleghi intervenuti che hanno identificato ed arrestato due dei tre autori della feroce aggressione. Due perché il terzo, purtroppo, è un minorenne e pertanto ha potuto godere delle tutele di legge che hanno consentito solo di denunciarlo a piede libero”.

“Un fatto che inorridisce, per le modalità e per chi vi ha partecipato ma che ripropone con forza quello che il Siulp sta rivendicando da ormai qualche anno, ovvero un reato specifico che renda obbligatorio il carcere per chi aggredisce chi esercita pubbliche funzioni (appartenenti alle forze di polizia, magistrati ecc.) o quelle di pubblica utilità (medici, autisti dei pullman o dei taxi ecc.) e che oggi, dopo questa ennesima violenta aggressione, si ripropone con drammatica urgenza”.

“Il livello di civiltà di uno stato democratico - sottolinea Romano - si misura dalla sua capacità di garantire la sicurezza nella libertà, due facce della stessa medaglia che sono inscindibili ma che deve considerare, nel bilanciamento dei valori, la libertà come un valore assoluto, mentre la sicurezza come il metro con cui i cittadini possono misurare il livello di democrazia che lo Stato è in grado di garantire”.

“Ecco perché, come opportunamente ribadito dal capo della polizia, prefetto Franco Gabrielli, in occasione dell’aggressione perpetrata ingiustificatamente a Napoli ai danni di poliziotti durante una manifestazione, è necessario condannare senza se e senza ma ogni forma di violenza gratuita, a maggior ragione quando la violenza è perpetrata nei confronti di chi rappresenta e serve lo Stato per garantire la sicurezza dei cittadini e della collettività in ogni sua forma; da quella della salute, a quella della mobilità o dell’ordine pubblico. Per questo motivo facciamo appello al governo perché predisponga una norma che preveda il carcere, anche se solo per poco tempo, per chiunque aggredisca lo Stato e chi lo rappresenta”, conclude.

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