Cronaca

Troppi assembramenti! Sindaco minaccia di chiudere la città. E agli sceriffi di quartiere, "confesso il caffè era freddo"

Il video messaggio del sindaco di Ascoli Satriano: "Il nemico invisibile non è stato sconfitto. E corre voce che in uno stabilimento vicino ad Ascoli corre voce si siano verificati due casi di contagio da Covid-19"

Vincenzo Sarcone

Buon senso e responsabilità collettiva o si torna a chiudere tutto. Si potrebbe riassumere così il video-messaggio alla città del sindaco di Ascoli Satriano, Vincenzo Sarcone.

Un aggiornamento di poco più di 8 minuti, una fotografia di questo avvio di 'Fase 2' nella città dei Grifoni dove "si sono verificati diversi casi di assembramenti di persone nella nostra città", spiega subito il primo cittadino. "Vi invitiamo a rispettare le regole. Non voglio adottare provvedimenti restrittivi per evitare le aberrazioni sanzionatorie già verificatesi nei giorni scorsi".

Tanti video girati nelle piazze e nei corsi principali del paese: "Persone senza mascherina, a meno di un metro di distanza, addirittura che si salutavano come all'indomani di un armistizio", spiega Sarcone. "Ma il nemico invisibile non è stato sconfitto". Il virus infatti continua a circolare: "In uno stabilimento agricolo-industriale vicino ad Ascoli corre voce si sono verificati due casi di contagio da Covid-19", aggiorna.

"Ma ad oggi non mi risulta che le autorità territorialmente competenti abbiano preso dei provvedimenti per l'accertamento della catena dei contatti", denuncia. "Non vedo ancora la trasparenza necessaria per mettere tutti i sindaci interessati nella condizione di adottare gli opportuni provvedimenti al fine di impedire la diffusione dell'epidemia nel proprio paese. Se non ci sono sviluppi valuterò la chiusura di Ascoli Satriano e la quarantena per i lavoratori ascolani che rientrano in qualche modo nella catena di contatti".

Nel paese, intanto, i parroci potranno iniziare presto a celebrare messa alla presenza dei fedeli. "Sono state sistemate le transenne per evitare assembramenti e l'accesso agli altari laterali". Poi una nota sugli sceriffi di quartiere: "Il nemico è il coronavirus, non l'ascolano". E sulle indagini ufficiose di paese taglia corto: "Confesso, il caffè era freddo".

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