I falò di via Imperiale segnalati alla Procura di Foggia: "Visione distorta e negativa della vera tradizione"

Anna Rita Melfitani, presidente dell’Associazione ‘Guerrieri con la coda’, che già lo scorso anno aveva denunciato lo stato di degrado della zona, ha sporto denuncia alla Procura di Foggia

Via Imperiale dodici mesi dopo: stessa storia, stesso posto (per dirla alla Max Pezzali), ma non lo stesso bar. Semmai lo stesso scenario indecoroso. Il parco di via Imperiale, ancora una volta si appresta a essere pesantemente violentato dall’inciviltà. Perché quello del falò dell’Immacolata (La fanoja) sa tanto di pretesto, uno slancio per dar sfogo agli istinti di distruzione.

Non ci sarebbe, altrimenti, motivo di accatastare mobili vecchi, sedie, tavoli, trasportati con carrelli della spesa, divani e altro materiale, quasi tre mesi prima della suddetta festa. Perché i primi depositi vengono effettuati già nella seconda metà di settembre. E così due porte diventano presto dieci, poi arrivano le sedie, i divani, gli specchi e i materassi. A far da corollario ci sono anche dei frigoriferi gentilmente lasciati accanto ai bidoni dell’immondizia situati ai lati del parco.

Aspettando l’8 dicembre. Qualcuno dirà che è tradizione, noi non ne siamo così sicuri. Una segnalazione su FoggiaToday era già arrivata circa quindici giorni fa: una dettagliata gallery che inquadrava i rifiuti ammassati. “C’era una baracca, che ora è stata abbattuta, ma intanto ogni giorno decine di ragazzi, a volto coperto, continuano ad accatastare legna, e ad accendere piccoli falò. L’ultimo della serie ieri sera”, denuncia un residente.

Tra tradizione e inciviltà in questo caso la linea di confine è molto sottile, ma il modus operandi dei protagonisti è abbastanza facile da inquadrare: “Per me è solo una vera violenza verso l’ambiente, per il territorio, per gli abitanti che risiedono in questi rioni dove si consumano questi disastri ambientali”, il commento di Anna Rita Melfitani, presidente dell’Associazione ‘Guerrieri con la coda’, che già lo scorso anno aveva denunciato lo stato di degrado della zona.

In via Giuseppe Imperiale da anni per questa tradizione viene trasportato materiale utilizzando dei carrelli della spesa rubati ai supermercati vicini, e tutto ciò è fatto da ragazzi del quartiere che gettano e accumulano qualsiasi tipo di legname trattato, oltre a divani, specchi, materassi e altri rifiuti potenzialmente tossici. Il tutto in un parco che dovrebbe essere un fiore all’occhiello della comunità, visto che a Foggia non sono tante le aree verdi”.

La Melfitani ha intanto sporto denuncia alla Procura di Foggia: “Ho segnalato la situazione alle autorità competenti attraverso telefonate ai Vigili Urbani, Polizia di Stato, Carabinieri, Amiu, ma a oggi non c’è stato alcun intervento. La motivazione addotta è che lo fanno per la ‘tradizione’. Così facendo danno solo una visione distorta e negativa della vera tradizione delle fanoje”.

E poi, la mancanza di interventi finisce per incitare ulteriormente i ragazzi a scaricare ulteriore materiale: “Non facendo nulla, si legittimano le azioni di questi individui, e si innesca uno strano meccanismo mentale. Per loro è quasi una gara, e da questa gara le Istituzioni non ne escono vincitori”. D’altronde l’epilogo dello scorso anno è il più plastico degli esempi: “Le autorità smantellarono tutto due giorni prima dell’Immacolata, ma nel giro di due giorni i ragazzi ricostruirono il falò”, denuncia la Melfitani.

E c’è da considerare il post. Perché dopo l’immacolata l’area (teoricamente) verde continua a versare in condizioni pessime: “Nessuno autorizza la pulizia, ma si lasciano i residui di combustibile, pezzi di ferramenta, chiodi, schegge di legno e vetro. Un pericolo per gli umani, e per i tanti cani che passeggiano nei giardini, e che rischiano di ferirsi gravemente alle zampe”.

Passano gli anni, ma la storia resta sempre la stessa.

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