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Il falò dell'immacolata

Il falò dell'immacolata

Falò spaventa la scuola Parisi, fiamme lambiscono i muri dell'edificio

Nel giorno della fanoje, nella zona Quartieri Settecenteschi una cinquantina di ragazzi hanno appiccato il fuoco utilizzando i cassonetti di Amica. Decisivo l'intervento dei Vigili del Fuoco e del 113

C’era una volta la gara tra quartieri a chi allestiva il fuoco più bello in città in occasione dell’8 dicembre per salutare, nel simbolismo cristiano, la maternità dell’Immacolata Concezione. Tonnellate di legna accatastate agli angoli delle strade per farne falò, le tradizionali “fanoje”, al cui calore la Madonna, accompagnata in processione dai fedeli, avrebbe “asciugato” i panni del futuro nascituro (il Bambinello) dopo averli lavati e purificati.

Da sempre momento di festa e di preghiera, l’usanza ha perso nel tempo il suo significato più intimo, divenendo per lo più occasione per far baldoria. Ma ieri si è esagerato. La “fanoja” è stata “tradita”, trasformandosi in una vera e propria guerriglia urbana. con tanto di conta dei danni. Attimi di tensione in via Pestalozzi, zona Quartieri Settecenteschi, centro cittadino, nei pressi della scuola “Parisi”.

Un vero e proprio esercito di ragazzi (una cinquantina secondo le testimonianze di un’insegnante dell’istituto) decide di appropriarsi dell’intera strada per appiccare il falò più grande della città.  Mettono su una vera e propria “linea Maginot” utilizzando i cassonetti dell’Amica allocati nella zona e via alle fiamme. Il traffico si blocca, per macchine e passanti è impossibile percorrere quel tratto di strada.

Erano circa le 20.00 -  ci dice un testimone -  le fiamme si facevano sempre più alte, lambivano la scuola Parisi. Temevamo per le condutture di gas”. Qualcuno chiama i Vigili del Fuoco che, giunti sul posto, si trovano però nell’impossibilità di operare proprio a causa dello sbarramento della strada. Necessario, dunque, l’intervento della Polizia, che riesce a sgomberare l’arteria e permettere al 115 di operare.  Ma il danno ormai è fatto. La scuola Parisi si ritrova questa mattina con muri anneriti e vetri delle finestre completamente crepati. “Certo, poteva andare peggio” commenta amaro uno sconsolato Alfonso Rago, dirigente scolastico dell’istituto.

E’ stata la Questura – ci dice - ieri, intorno alle 22.00, ad informarlo dell’accaduto. Questa mattina ha provveduto a fare una stima del danno:  “per fortuna l’intervento del 115 ha fatto in modo che il danno si limitasse alle sole vetrate esterne” dichiara, “quelle interne non sono stati intaccate. Sono stabili, abbiamo controllato. Ma abbiamo comunque inviato un fax al Comune chiedendo la sostituzione di quelle andate quasi in frantumi”. “Questo non si fa” si sfoga Rago, “non si può pensare di trasformare un momento di gioia in un pericolo per l’incolumità pubblica , non si può appiccare un falò a mezzo metro da una scuola!”.

Ci dice che hanno provato anche ad introdursi nella scuola, il secondo ingresso questa mattina appariva forzato. “Ma non ci sono riusciti evidentemente” commenta soddisfatto il dirigente che, come annunciato, all’indomani degli ultimi furti subiti dall’istituto, ha provveduto da qualche giorno, con fondi autonomi della scuola, ad impiantare un sistema di antifurti.Abbiamo provveduto da soli. Certo però non possiamo pensare di piantonare la scuola h 24! Magari anche a Natale o a Capodanno!” si sfoga.

Che fare, dunque? Di fronte all’inciviltà e al vandalismo non c’è antifurto che tenga: “Confido nel buonsenso e nel senso civico dei ragazzi” l’appello del dirigente, “questa è la vostra città e l’istituto è patrimonio vostro e dei vostri figli. Non distruggiamolo. Abbiatene cura”.

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