Fallimento Amica: verso licenziamento dipendenti e stop del servizio

Botta e risposta tra la curatela fallimentare e il Comune di Foggia. Per il contratto di servizio non "sussisterebbero i presupposti" né in termini giuridici né economici data l'insufficienza del corrispettivo

Lavoratori di Amica

Amica. Nuovo atto. E potrebbe essere l’ultimo.

Alla vigilia del vertice tra comune e sindacati prima e presso il Tribunale fallimentare poi (parti convocate l’11 luglio) si consuma un nuovo scontro tra Comune di Foggia e curatela fallimentare a suon di carte semi-bollate.

E il dato che sui evince, drammatico, è uno solo: ancora 48 ore e poi per Amica, fallita qualche giorno fa, potrebbe essere davvero finita.

Oggi il sindaco in una nota è tornato ad incalzare sulla sottoscrizione di un nuovo contratto di servizio che possa, dal 20 luglio in poi  (data in cui scade ordinanza e potere di reiterarla del sindaco) regolare la gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in città.

Non si fa attendere la replica di Corso del mezzogiorno, che ribadisce un due di picche.

La curatela la invia anche a Prefetto, Procuratore, Tribunale fallimentare, allo stesso Vendola oltre che a sindacati e lavoratori di Amica e Dauniambiente, e non lascia spazio a dubbi: bocciato già una volta dal Comitato dei creditori, per il contratto di servizio non “sussisterebbero i presupposti” né in termini giuridici né economici data l’insufficienza del corrispettivo rispetto ad un’elencazione di servizi molto vaga, insufficiente anche solo per riparare il parco mezzi. Non solo.

Nessuna garanzia esisterebbe rispetto alla riammissione di Amica all’albo dei gestori ambientali sussistendo invece tutte le condizioni in capo all’azienda per una sua definitiva cancellazione (messa in liquidazione, fallimento, enorme esposizione debitoria nei confronti degli enti previdenziali).  

Tradotto: qualora dal 20 luglio non dovesse intervenire un’autorità superiore ad autorizzare la gestione del servizio (leggi la Regione Puglia), per l’azienda di Corso del Mezzogiorno scorrerebbero davvero i titoli di coda, con una possibile risoluzione anticipata dell’esercizio provvisorio (al momento autorizzata dai giudici fino a dicembre) che la curatela si vedrebbe costretta a richiedere al giudice fallimentare mercoledì prossimo.

Un atto drammatico, che spedirebbe immediatamente a casa oltre 350 lavoratori e farebbe ripiombare Foggia nella più nera emergenza rifiuti, dal momento che la città si troverebbe, di fatto, senza un soggetto gestore del servizio.

In  quel caso, delle due l’una: ricorso – come sollecitato a più riprese -  alla Regione (Vendola sarebbe stato contattato oggi da Mongelli ma al momento non è dato conoscere la risposta di via Capruzzi) o affidamento rapido dell’intero pacchetto a privati. E, com’è noto, tanti ne girano attorno al settore, pronti alla gestione dell’affare rifiuti in città. 

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