Ex Distretto Militare: oggi occupato da 20 famiglie. Quale futuro?

E' una struttura di proprietà demaniale. Fiore: "Non possiamo mettere venti famiglie da un giorno all'altro in mezzo ad una strada". Per l'assessore all'urbanistica è un nodo che troverà risposta entro la fine dell'anno

Dietro quel muro fatiscente di via Lucera si nasconde un giardino stupendo dell'ex Distretto Militare, adesso affidato al Comune di Foggia per l'emergenza abitativa. Se quel muro fosse abbattuto la città potrebbe godere di un altro polmone verde”. Lo sfogo affidato a Facebook è di alcuni cittadini foggiani, coloro che quotidianamente – in particolare attraverso i social network - cercano di porre all’attenzione di politici ed amministratori questioni che solitamente scivolano in fondo alla classifica dei problemi da risolvere, sopraffatte dal vortice delle urgenze quotidiane.

All’attenzione dell’opinione pubblica viene posta la foto in alto, con un commento riportato nelle righe introduttive. Foggiatoday ha cercato di capirne di più. Rappresenta un scorcio di Foggia, appunto, in via Lucera. Quelli visibili in primo piano sono locali privati (probabilmente non dal bell’aspetto ma in questo caso bisognerebbe sollecitare i proprietari ad averne maggiore cura). In secondo piano si intravedono gli alberi del giardino dell’ex distretto militare, allocato sulla strada parallela, in via Pasquale Fuiani. Una struttura, dunque, di proprietà demaniale (e non del Comune di Foggia) che fino a 20 anni fa era appunto sede militare, con uffici, strutture sportive, ambulatori, tutto ciò che insiste in un Distretto militare.

Poi, 15 anni fa – ci spiega l’assessore comunale all’urbanistica, Luigi Fiore - l’occupazione abusiva da parte di una ventina di famiglie, che tutt’ora abitano quei locali”. “Più volte ci è stato chiesto di sgomberarle – continua Fiore-  con l’Esercito è in corso una interlocuzione costante sulla questione, ma è evidente - aggiunge che non possiamo mettere venti famiglie da un giorno all’altro in mezzo ad una strada. Stiamo provvedendo a superare il nodo dell’emergenza abitativa che affligge la città con programma di housing sociale ed accordi di programma”. “Quindi – continua - trovata idonea sistemazione, la struttura tornerà nella piena disponibilità militare e si procederà certamente ad una sua adeguata valorizzazione”. “Concerteremo – garantisce l’assessore - la soluzione più giusta”.

I tempi non sembrano essere molto lunghi: “E’ un nodo – assicura l’assessore – che certamente troverà risposta entro fine anno perché lo si sta affrontando all’interno del discorso del Piano Urbanistico Generale”. Il Comune di Foggia vorrebbe entrare nella piena disponibilità dell’area sulla quale insiste il vincolo militare, “ma questa – frena l’assessore - è ancora un’idea allo stato embrionale, dal momento che il Comune non è nelle condizioni economico-finanziarie di acquisire beni né di fare offerte in tal senso”. In passato anche altre istituzioni, non solo civili, hanno chiesto di poter trasferire in quella zona la loro sede. Ma senza successo.

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