Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

E' caccia all'uomo, mancano all'appello 22 evasi: in fuga noti esponenti dei clan garganici e l'ortese Aghilar

Sulla vicenda c’è la totale chiusura da parte delle forze dell’ordine, e dati ufficiosi e contrastanti. Si parla di 72 evasi e di una ventina di ricercati. La situazione, in carcere, è tornata alla normalità solo nel tardo pomeriggio, quando i detenuti hanno deciso di rientrare nelle celle

La fuga e Aghilar

Prosegue la caccia all’uomo (o meglio, agli uomini) dopo l’incredibile evasione di massa registrata ieri mattina, al culmine di una protesta dei detenuti del carcere di Foggia, scatenata - ufficialmente - dalle restrizioni loro imposte dall’emergenza Coronavirus.

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Non solo Foggia città, ma anche i territori limitrofi potenzialmente raggiunti dai fuggitivi. In seguito all’evasione, infatti, si sono registrati furti e rapine, soprattutto di autovetture, con le quali i detenuti hanno cercato di lasciare la città nel più breve tempo possibile. Tra questi, vi sarebbero anche alcuni soggetti ritenuti vicini ai clan garganici e Cristoforo Aghilar, ortese, accusato di aver ucciso la suocera, ad Orta Nova.

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Degli evasi, la maggior parte è stata riacciuffata poco dopo nei pressi della casa circondariale. Alcuni sono stati braccati in zone periferiche della città, quattro sono stati arrestati lungo la tangenziale per Bari, un altro nella vicina Orta Nova; un galeotto si è presentato spontaneamente in carcere in serata, mentre un altro soggetto, sanseverese di 35 anni, è stato catturato dalla Guardia di Finanza, in serata, a Larino, mentre era in auto con alcuni familiari.

Sulla vicenda c’è la totale chiusura da parte delle forze dell’ordine, e dati ufficiosi e contrastanti. Sono 72 gli evasi, di cui 50 catturati e 22  ricercati, come confermato dal Ministro della Giustizia. La situazione, all’interno della casa circondariale, è tornata più o meno alla normalità solo nel tardo pomeriggio, quando i detenuti - che inizialmente pretendevano di ‘comandare’ la struttura per 72 ore - hanno deciso di rientrare nelle celle.

Pesanti i danni causati dalla sommossa: arredi divelti, termosifoni smontati e pc distrutti. Travolto dalla furia della protesta anche il cancello d’ingresso della struttura. In mattinata la prima ‘ora d’aria’, momento utile per effettuare una sorta di censimento dei detenuti.

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