Estorsioni a Vieste, Laudati: “Imprenditori hanno alzato la testa”

Arrestati Notarangelo e Raduano per estorsioni con metodo mafioso grazie al coraggio degli imprenditori di denunciare il racket delle estorsioni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Antonio-Laudati-2I carabinieri hanno notificato due ordinanze di custodia cautelare con l'accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso a due pluripregiudicati di Vieste, Angelo Notarangelo, di 34 anni, considerato il boss della mala locale, (già in carcere per altri reati) e al suo braccio destro, Marco Raduano, di 28 anni, bloccato nella sua abitazione. Ad entrambi nel maggio scorso, su richiesta della Dda di Bari, erano stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore di oltre dieci milioni di euro (30 immobili, un bar, una concessionaria di auto usate, quote societarie, tre vetture e una moto).

"Ci siamo resi conto, in questi mesi, che c'era un territorio, il Gargano, dimenticato dall'opinione pubblica, dallo Stato, dimenticato anche dall'informazione". Lo ha detto ai giornalisti il procuratore della Dda di Bari, Antonio Laudati, illustrando i particolari dell'inchiesta. "Dal 1978 - ha proseguito - sul Gargano ci sono stati circa 140 omicidi, ci sono stati cimiteri di mafia, ci sono state centinaia e centinaia di estorsioni, atti dinamitardi, rapine. Una sorta di guerra. Numeri non paragonabili a quello che è successo a Casal di Principe, a Brancaccio, in Sicilia".

"Nel Distretto di Bari - ha aggiunto Laudati - si sono verificati 55 omicidio solo lo scorso anno, gran parte dei quali avvenuti a Foggia. Sono numeri che fanno semplicemente paura. Malgrado ciò, c'è stata per anni una tesi negazionista: non c'è mafia, non c'è criminalità, sono solo pastori che si uccidono tra di loro. Questo è quello che si diceva. In questi anni, nel Gargano, il tribunale della mafia ha funzionato molto più efficientemente del tribunale dello Stato". "Il merito della 'squadra Stato' - ha concluso il procuratore - è quello di aver posto l'attenzione specifica su questo territorio. Oggi, la notizia positiva, non è tanto la misura cautelare per estorsione nei confronti di due malviventi, é che in maniera dirompente, rispetto al passato, alcune persone, alcuni imprenditori hanno alzato la testa, e hanno avuto il coraggio di denunciare il racket delle estorsioni mafiose. Questo è un segnale importante".

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