Black Land, esito shock dei carotaggi: oltre 300mila tonnellate di rifiuti interrati

Cinque le discariche illegali analizzate: sono tutte concentrate in agro di Ordona e Cerignola, in località Cavallerizza, e in alcuni terreni di Apricena

I rifiuti interrati

Più di 300mila tonnellate, oltre 225mila metri cubi di rifiuti interrati, appartenenti a diverse tipologie di rifiuti e in alcuni casi caratterizzati dalla presenza di elevati valori di carbonio organico totale.

E’ l’esito dei carotaggi effettuati negli ultimi mesi dai carabinieri prima e dai tecnici della procura di Foggia poi, sulle discariche abusive realizzate illegalmente in provincia di Foggia e dove, secondo quanto emerso dall’inchiesta Black Land dello scorso 11 aprile, sarebbe stata interrata una grossa mole di rifiuti provenienti dalla Campania per un giro di affari di oltre 10 milioni di euro.

Cinque le discariche illegali analizzate, fatte oggetto di carotaggi: sono tutte concentrate in agro di Ordona e Cerignola, in località Cavallerizza, e in alcuni terreni in agro di Apricena, della società Castel Pagano. Le indagini ed i rilievi effettuati hanno rilevato la presenza di diverse tipologie di rifiuti.

Si tratta di rifiuti solidi urbani non differenziati freschi (per i quali il processo di decomposizione non è ancora o è appena iniziato) e rifiuti solidi urbani in avanzato stato di decomposizione (interrati da più di tre mesi) Questi ultimi si presentano di aspetto nerastro particolarmente maleodoranti per la presenza di elevati valori di Carbonio Organico Totale e vanno quindi smaltiti  mediante impianti di trattamento termico.

In ultimo, sono stati evidenziati anche terreni e sabbie che, a contatto con tali tipologie di rifiuti, presentano valori analitici superiori ai limiti delle concentrazioni soglia di contaminazione per i siti ad uso commerciale e industriale, in alcuni casi, e per i siti ad uso verde pubblico, in tutti i campioni analizzati.

“Per tutti i siti – si legge nella relazione tecnica - è necessario procedere alla bonifica, rimozione e smaltimento dei rifiuti presenti, destinandoli a discariche per rifiuti non pericolosi o impianti di trattamento termico”. E ancora: “L’interramento di rifiuti nei siti oggetto di indagine è stato effettuato in zone che non avrebbero potuto e dovuto essere adibite a ciò, non essendo assolutamente idonee allo scopo e peraltro immediatamente adiacenti a zone agricole coltivate”.

Per questo, concludono e sintetizzano gli esperti, “è necessario provvedere in tempi rapidi alla bonifica dei luoghi, onde limitare l’impatto ambientale derivante dallo stazionamento ulteriore dei rifiuti in situazioni assolutamente non idonee”.

Nel dettaglio, le quantità di rifiuti presenti, per ognuno dei siti di indagine, sono: 10mila tonnellate/7.500 m3 in agro di Ordona (Loc. Cavallerizza, proprietà Michelina Ciaffa); 270.000 tonnellate/205.000 m3 in agro di Ordona (Loc. Cavallerizza, proprietà Gerio Ciaffa); 15.000 tonnellate/12.000 m3 in agro di Cerignola (Loc. Cavallerizza, proprietà Antonio Pelullo); 700 tonnellate/500 m3 in agro di Apricena (proprietà Società Agricola Castel Pagano srl); 2.000 tonnellate/1.500 m3 in agro di Ordona (Loc. Cavallerizza, proprietà Carmela Ciaffa). 

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