Escalation di rapine in città, i ‘Carni e Affini’ i più colpiti. Landella: “Inquietante”

Franco Landella si rivolge nuovamente al ministro Alfano e torna a chiedere un’iniziativa del legislatore utile ad inasprire le pene per reati ad altissimo livello di allarme sociale”

Immagine di repertorio

Sette rapine in 45 giorni. Quattro in via Lucera, due in via Ciano e una in via Masi. Nel mirino dei malviventi i supermercati ‘Carni e Affini’, i cui titolari, nemmeno un mese fa, attraverso una lettera aperta, avevano chiesto rassicurazioni in materia di sicurezza e la collaborazione dei foggiani, perché “una città unita si riprende sempre ciò che le appartiene: la quotidianità” scrissero. Cinque colpi in 15 giorni, ma dopo la tregua delle festività natalizie, nel giro di appena 48 ore i rapinatori sono tornati a far visita nei locali di via Ciano e via Lucera. In un’occasione una cliente ha avvertito anche un malore per lo spavento.

Sull’inquietante escalation di rapine, che non riguardano solo i ‘Carni e Affini’, il sindaco di Foggia ha rimesso l’accento sul tema della sicurezza, “che richiede interventi urgenti da parte del Governo nazionale, istanza che in più occasioni l’amministrazione comunale ha sottoposto all’attenzione del Ministro dell’Interno” ha precisato.

Piena solidarietà personale ed istituzionale alle vittime, “cuore pulsante della nostra economia, che viene così colpita in modo barbaro. Allo stesso tempo questa sequenza di rapine contribuisce non poco ad allarmare la nostra comunità, terrorizzata sul piano della percezione della sicurezza” aggiunge il primo cittadino.

Landella rilancia l’appello al ministro Alfano “affinché comprenda l’urgente necessità di potenziare in termini di uomini e mezzi il presidio ed il controllo del territorio in questo delicatissimo frangente. Alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura, infatti, rivolgo il mio grazie per il lavoro che quotidianamente svolgono nell’interesse dei cittadini”.

E torna a chiedere l’inasprimento delle pene: “Purtroppo fenomeni di questo tipo, accanto all’aumento dei furti in appartamento, sono spesso anche la conseguenza di un quadro normativo che non garantisce la certezza della pena. Assieme al rafforzamento della fase repressiva, dunque, occorre anche un’iniziativa del legislatore utile ad inasprire le pene per reati ad altissimo livello di allarme sociale”.

Il sindaco di Foggia conclude: “Quella che si è soliti definire microcriminalità è l’insieme degli episodi che più di tutti terrorizzano la popolazione ed impediscono agli imprenditori onesti di svolgere la loro attività. È proprio verso questa materia che il Parlamento dovrebbe manifestare una maggiore attenzione, rendendo più rigide le condanne e più certa la permanenza in carcere per chi si macchia di questi reati”.

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