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Ergastolo a Giovanni Caterino: condannato al carcere a vita il basista della strage di San Marco in Lamis

Ergastolo a Giovanni Caterino, ritenuto il basista dell'agguato al boss Mario Luciano Romito in cui morirono il cognato che era con lui in macchina e furono uccisi Luigi e Aurelio Luciani perché vittime innocenti di mafia

Giovanni Caterino, ritenuto il presunto basista della strage del 9 agosto 2017 avvenuta nei pressi della stazione dismessa di San Marco in Lamis, in cui furono assassinati il boss Mario Luciano Romito - che era uscito da poco dal carcere - , il cognato Matteo De Palma e i fratelli Luigi e Aurelio Luciani assassinati perché testimoni scomodi dell'agguato, è stato condannato all'ergastolo come da richiesta del pubblico ministero della Dda di Bari Luciana Silvestri, che ha ricostruito l'intera vicenda tenendo conto delle intercettazioni ambientali, tabulati telefonici, delle analisi gps sulla Grande Punto e del percorso tracciato da una quindicina di telecamere.

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Detenuto dal 16 ottobre di due anni fa e unico imputato del processo di mafia, Caterino si è sempre ritenuto innocente ma per l'accusa avrebbe pedinato il boss 52enne di Manfredonia nei giorni precedenti all'omicidio e il giorno del quadruplice omicidio. Il 12 febbraio dello stesso anno era stato vittima di un tentato omicidio per il quale, uno anno dopo, verrà arrestato il nipote di Rocco Moretti.

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