Parete a rischio crollo agli Eremi di Pulsano, da tutt'Italia per salvare lo 'Studion'

Il 25 aprile il trasporto "a spalla" di tutto il materiale e le attrezzature necessarie per un intervento di messa in sicurezza del sito, irraggiungibile con altri mezzi. L'iniziativa della "Pro Valloni Garganici"

Eremi di Pulsano, foto Angelo Torre

Saranno un centinaio, numero più, numero meno. Giungeranno sul Gargano, il prossimo 25 aprile, da varie regioni d’Italia dopo aver accolto l’appello lanciato nelle passate settimane dall’associazione “Pro Valloni Garganici”: salvare dall’incuria e dall’indifferenza una parte – una parete affrescata a rischio crollo - di uno dei luoghi più suggestivi e pregni di storia del territorio garganico e non solo. Si tratta dello “Studion”, nel complesso degli Eremi dell’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, a circa nove chilometri dal centro abitato di Monte Sant'Angelo.

Un complesso suggestivo e ricco di mistero che, però, versa in grave stato di abbandono nonostante, appena due anni fa, si classificò al primo posto tra i Luoghi del Cuore del Fai, il Fondo per l’Ambiente Italiano, con oltre 34.000 segnalazioni. E’ necessario un intervento immediato – spiega il coordinatore del gruppo, Angelo Torre – quella parete rischia di crollare da un momento all’altro”. Non si tratta solo di “salvare” un importante pezzo di storia, ma di mantenere immutato quello che per secoli è stato il volto di un intero territorio: il crollo di una parete del complesso degli Eremi, scavati e inglobati nella roccia garganica, infatti, andrebbe a modificare irrimediabilmente quel luogo.

Pur di evitare la “catastrofe” storico-artistica ed ambientale, il plotone di pronto intervento reclutato dalla “Pro Valloni Garganici” è disposto a raggiungere gli Eremi a piedi, trasportando - zaino in spalla - tutti i materiali edili e le attrezzare necessarie per la messa in sicurezza della parete oggetto d’intervento. Circa 500 kg, ripartiti in carichi ad personam variabili dai 3 ai 5 kg, da trasportare attraverso una parete scoscesa e un percorso tortuoso lungo 2 km, per sessanta minuti circa di cammino. Raggiungere lo “Studion” - che fa parte dei 24 eremi finora censiti e dislocati ai piedi dell’Abbazia voluta nel VI secolo d.C. da San Gregorio Magno - infatti, non è semplice: è un luogo inaccessibile per i mezzi su gomma, e anche l’utilizzo di un elicottero è inattuabile perché si tratta di una sito di interesse comunitario (S.I.C.) nonché zona di protezione speciale (Z.P.S.) dove nidificano alcune specie protette di volatili, stanziati nella “Valle Campanile” (lo spostamento d’aria e il rumore del motore provocherebbero danni rilevanti).

I volontari, quindi, dovranno ripetere quanto per secoli hanno fatto gli eremiti godendo della bellezza del percorso e della storia impressa tra le pieghe di quel luogo. Il 25 aprile è la data prevista per il trasporto in loco dei materiali; il lavori di messa in sicurezza, invece, andranno avanti per una settimana circa. La onlus coordinata da Angelo Torre ha chiesto ed ottenuto le autorizzazioni necessarie per realizzare un intervento “in emergenza” avendo potere d’intervento in forza di un regolare contratto di comodato d'uso, e dopo i necessari adempimenti di legge presso l'ufficio tecnico del Comune di Monte Sant'Angelo e il Parco Nazionale del Gargano, oltre all’approvazione del progetto da parte della Sovrintendenza competente. Tutte le professionalità coinvolte nell’impresa hanno sposato in toto la causa e lo hanno fatto pro bono, gratuitamente: dalla progettazione tecnica - curata da un team di qualificati ingegneri ed architetti - alla realizzazione materiale dell’intervento.

“Per il trasporto dei materiali abbiamo chiesto la partecipazione di giovani volontari che abbiamo compiuto la maggiore età e di quanti frequentino abitualmente ambienti rupestri, che siano cioè pratici di percorsi di questo tipo e che possano essere, quindi, di aiuto e sostegno per i meno esperti – continua Torre – Molti di questi ragazzi sono giovani laureati, architetti, archeologi o semplicemente amanti dell’arte e dell’ambiente: persone che non sono rimaste indifferenti, che vogliono attivarsi per cambiare lo stato delle cose”.

Hanno aderito all’iniziativa anche 30 volontari della sezione di Foggia del Club Alpino Italiano e le sezioni locali del Fai e dell’Adiconsum, mentre la locale amministrazione comunale metterà a disposizione dei volontari una serie di servizi pubblici, che possano essere per loro di supporto nell’attività di trasporto materiali. L’appuntamento, quindi è per il 25 aprile, ma si tratta solo di un primo passo, in attesa di un intervento – decisivo – istituzionale.

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