Il ricordo di Enzo Ciampi, firma storica del giornalismo foggiano

Le parole di Antonio Di Donna, Umberto della Martora e Tonio Sepa. Negli anni Novanta narrò le gesta di Zemanlandia. Giornalista dai toni pacati, apprezzato da un punto di vista umano e professionale

Enzo Ciampi

Ha deciso di lasciarci in silenzio, con la consueta discrezione e fine delicatezza che ne hanno da sempre contraddistinto i modi, i comportamenti, il suo fare giornalismo. Un'uscita di scena in punta di piedi, un congedo silenzioso che però fa tanto rumore. Perché l'incolmabile vuoto che da più di 24 ore ha lasciato, è e rappresenterà una mancanza reale, scevra di qualsiasi senso di frase fatta e inflazionata che di sovente viene dispensata a chi se ne va.

Con la morte di Enzo Ciampi se ne va un pezzo di storia del giornalismo nostrano, nato negli anni in cui le televisioni private emettevano i primi vagiti, che ha vissuto tutte le varie fasi di crescita. Quei graduali cambiamenti che coinvolsero gioco forza anche lo sport, e il gioco più bello del mondo a cui ha dedicato, con la sua penna, la maggior parte dei suoi pensieri. Parlando di Ciampi saltano alla mente di tutti le tante trasmissioni, i ruoli ricoperti alla direzione di Teleradioerre e di Radio Erre, e gli storici programmi nei quali commentava le gesta del Foggia di Zeman, Pavone e Casillo, con uno stile e una pacatezza apprezzati da tutti, indipendentemente dal consenso o dissenso che i suoi pensieri potessero generare.

Era un calcio diverso, non ancora fagocitato dai pay-per-view, dalle tv satellitari, e dal digitale terrestre. Era il calcio nel quale ci si affidava ad una semplice radiolina per informarsi sulle sorti della propria squadra del cuore, e si attendevano le ore 18 per ammirare ciò che Ciotti, Ameri e Provenzali avevano poco prima terminato di raccontare. Ciampi ha fatto parte di quell'era, nella quale tutto era pervaso da un maggior senso di genuinità e di pulizia che al giorno d'oggi si fa fatica anche solo ad intuire. Ma anche negli ultimi anni in cui lo sport stava modificandosi drasticamente, lui è sempre riuscito a mantenere intatte le sue peculiarità, i suoi valori umani e professionali che tutti i suoi colleghi ricordano e rimpiangono. "Enzo mi ha dato la possibilità di muovere i primi passi nella cronaca sportiva. Lui dirigeva Radioerre quando esordii come radiocronista nel 2005", commenta Antonio Di Donna, giornalista de ''Il Mattino di Foggia''. "Ricordo i suoi modi eleganti e la capacità di apprezzare e rispettare la competenza dei suoi interlocutori".

Umberto della Martora, della Voce del Sud, conosceva Ciampi sin dai tempi del Liceo, e ne conserva un grande ricordo umano e professionale: "Giornalisticamente i nostri rapporti risalgono agli anni '80, quando io scrivevo su Foggia Sport e con lui, direttore di Treerre, spesso ci confrontavamo per esporre le nostre idee. Negli anni abbiamo conservato sempre rapporti cordiali e di profonda stima e ci siamo praticamente salutati il mese scorso, allorché, eravamo entrambi ospiti nel programma sportivo di Telefoggia. Mai avrei pensato che quella sarebbe stata l'ultima volta".

Infine il sentito pensiero di Tonio Sepa, giornalista di Teledauna: "Come giornalista posso dire che è stata in assoluto la prima persona che mi ha orientato verso lo sport, quando nella rubrica 'Qui Foggia', mi occupai  di tracciare il profilo dell'avversario di turno del Foggia. La mia amicizia con Enzo risale agli anni '70, e ho avuto il piacere di collaborare con lui nei primi anni a Telefoggia, e a Radio Erre nel 2003 quando il Foggia di Marino vinse il campionato di serie C2. Ricordo con piacere le tante trasferte, gli innumerevoli momenti passati insieme, e soprattutto una vita vissuta sotto i colori del Foggia."

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Poi il racconto di un episodio particolare:"Enzo si occupava in toto dell'organizzazione di 'Oscar 105', storica manifestazione nella quale partecipava la società del Foggia Calcio con giocatori e dirigenti, e poteva vantare la presenza di numerosi giornalisti di fama come Cucci o Bartoletti. Ricordo come nel corso di un'edizione assistemmo in diretta al licenziamento di Manicone all'epoca centrocampista del Foggia (era il 1991, ndr), da parte del patron Casillo. E' stato un maestro per tutti", ha concluso.

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