Cosa succede in città? Foggia, uno “stato” di rifiuti permanente

Le istituzioni locali non riesco ad arginare il fenomeno negativo dell'emergenza rifiuti. Il caldo aggrava la situazione già tragica. I cittadini costretti a tollerare lo scempio della spazzatura presente ovunque

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Si è detto da più parti che l’emergenza rifiuti avrebbe trovato, in estate, il suo picco più alto. E’ così è stato. Ovunque in città i bidoni dei rifiuti appaiono ricolmi d’immondizia. Non c’è più distinzione tra generici, vetro, plastica e carta. Per non parlare poi di quelli speciali (frigoriferi, divani, materassi, etc…). Tutto ha un unico “contenitore” chiamato semplicemente “strada”. Niente di nuovo se non fosse per il caldo estivo che ormai, da alcuni giorni, fa sempre di più sentire la sua naturale presenza, aggravando la situazione, già di per sé tragica.

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Le iniziative pubbliche delle Istituzioni Locali sono incapaci di arginare oggi il fenomeno rifiuti in città. Lo si vede chiaramente. Da queste poche foto allegate si può ben intuire com’è la situazione in città. Un’immagine fotocopia delle precedenti giornate invernali. Cambia solo la cornice stagionale, ma non lo scempio di quadro a cui siamo costretti ad assistere. Un quadro che puzza della sua natura d’immondizia, dell’incapacità di far prevalere la civiltà sull’inciviltà, dell’assoluto e assurdo silenzio di chi avrebbe dovuto far rumoreggiare, nelle competenti aule di giustizia, i nomi e i cognomi dei responsabili di tale scempio ( non frutto certo dell’occasionalità o dell’imprevedibile destino). Puzza dell’assoluta incapacità ed impossibilità finanziaria delle Istituzioni Locali di risanare, in tempi necessariamente brevi, per ovvie ragioni, lAzienda Amica.

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Potrebbe apparire come uno sfogo, ma non lo è. E’ un’analisi oggettiva, la mia, di quanto ormai siamo costretti a tollerare e a vedere.  La politica ha fallito insieme alla civiltà foggiana e alla giustiza.  Hanno vinto loro, i responsabili di questo disgustoso quadro. Non solo hanno vinto, ma ci stanno anche ballando da sopra, a dimostrazione della loro forza e del controllo che hanno su di noi. Io non posso avercela con il “SIGNOR CASO”. Mi spiace, ma nessuno mi convincerà del contrario. Per me non esiste nessuna conseguenza negativa umana che non abbia, quantomeno, un’azione, sempre umana, pregressa, altrettanto negativa, da individuare e condannare.

La città sana pretende di sapere, quantomeno, il perché di questa storica negativa verità foggiana; pretende di avere la speranza che un giorno la parola “emergenza rifiuti” abbia una fine e non una costante ripetizione nel tempo, dall’inverno all’estate e così via, chissà ancora per quanto tempo.

 

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