La provincia di Foggia è nella me…, ma s’accolla i rifiuti della Bat

Giorgio Cislaghi e i consiglieri comunali di minoranza Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura lanciano l’allarme: “Foggia e Lucera pattumiere della Puglia”

Immagine d'archivio

Presto sarà emergenza rifiuti. Ne sono convinti Giorgio Cislaghi e i consiglieri comunali di minoranza Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura. “Il tempo per evitare di mandare i rifiuti della provincia di Foggia agli inceneritori è quasi scaduto, perché le discariche oggi in servizio, inesorabilmente, si avviano verso la saturazione e la chiusura, anche per la bassa percentuale della raccolta differenziata”. “E paradossalmente – aggiungono - il resto della Puglia porta i rifiuti nella nostra provincia complicandoci ulteriormente la situazione”. Il riferimento è alla frazione organica dei rifiuti raccolti dai “comuni virtuosi” che fanno la raccolta differenziata porta a porta. Comuni che però non hanno previsto nel loro territorio impianti di compostaggio per il loro trattamento.

Cislaghi, Rizzi e Sciagura descrivono la situazione del capoluogo dauno, evidenziando come la Regione abbia dirottato sulla discarica di Foggia i rifiuti del nord Gargano, “senza tenere conto che è ormai colma e probabilmente potrà essere utilizzata al massimo fino a novembre 2017 sottolineano. “Una emergenza rifiuti più che annunciata che il Comune di Foggia voleva fronteggiare con improponibili opere sulle discariche di passo Breccioso, opere ora sotto la lente d’ingrandimento della Magistratura, opere che difficilmente potranno essere messe in cantiere e completate in tempo utile. Improbabile che si avvii anche il progetto di una nuova discarica di rifiuti speciali, come da delibera contrastata in Consiglio Comunale, perché il suo iter non è stato ancora avviato, in quanto prevista su una zona già vulnerata da altre discariche che aspettano di essere bonificate”.

Per il terzetto all’opposizione del governo cittadino, ci troviamo in una situazione kafkiana: “Diamo una mano al resto della Puglia per evitare un’emergenza rifiuti regionale ma nessuno ha pensato a interventi per evitarci una prossima emergenza rifiuti. Complimenti a chi gestisce l’ambiente in ambito regionale”. In più, incalzano, i ricavi delle lavorazioni fatte per conto dei comuni della BAT, “probabilmente saranno ripartiti per quote di proprietà” (ossia il 21% a Foggia e il resto a Bari). “Su questo è utile che il sindaco e i consiglieri nominati nel CdA di Amiu Puglia forniscano chiarimenti” aggiungono.

“L’impianto privato di Lucera, la Bioecoagrim, è diventato un impianto strategico per la (non) gestione regionale del ciclo dei rifiuti. “E’ per questo che il Consiglio regionale ha prorogato di un altro anno l’applicazione delle leggi sul contenimento delle emissioni odorigene peggiorando quanto già fatto nel 2015 dal vecchio Consiglio Regionale (Modifica all’articolo 1 della legge regionale 22 gennaio 1999, n. 7)” fanno sapere.

Ci aspettano tempi bui” proseguono l’esponente di Alternativa Libera e i consiglieri comunali d’opposizione:  “Aumenteranno i costi economici per lo smaltimento dei rifiuti che, a oggi, non si sa dove portare se non all’incenerimento nell’impianto ETA di borgo Tressanti con evidente lievitazione dei costi economici, da 57 euro a tonnellata ai 120 euro chiesti per bruciarli come aumenteranno i costi ambientali. Incenerire i rifiuti anche nel miglior impianto possibile non si può dire che faccia bene all’ambiente, provino i fautori degli inceneritori a respirare i fumi che escono da quei forni.

Non manca l’affondo alla Regione Puglia: “Un “ottimo risultato” per chi ha sottoscritto l’impegno “rifiuti zero”, che vuol dire “recupero e riciclo” dei rifiuti. Incenerire i rifiuti non va in direzione opposta. Nessuno, inoltre, ci ha mai chiesto se volevamo in Capitanata il mega impianto lucerino per trattare la “frazione organica” di tutta la Puglia, perché nessuno ci ha mai chiesto se volevamo sacrificare le potenzialità dei nostri impianti per evitare alla BAT l’emergenza rifiuti.

E ancora: “Quali “compensazioni” ci sono state proposte per asservirci a “supremi interessi regionali”? Niente di niente e niente è previsto che arrivi. Siamo buoni per risolvere i problemi ma neanche i soldi ci arrivano da questo sacrificio perché, ed è solo un esempio, dalla BAT ci arrivano tutti i rifiuti da lavorare (”frazione organica e “indifferenziato) e a loro resta la parte nobile del “rifiuto”, quella che si vende, quella che porta benefici economici”.

Giorgio Cislaghi, Marcello Sciagura e Vincenzo Rizzi concludono: “Pensiamo che di questi argomenti si debba discutere in pubblico, ragion per cui stiamo organizzando per la metà di maggio un momento di confronto con tutti gli attori delle politiche ambientali, Comune, Provincia e Regione. Chiederemo a tutte le autorità, ai loro tecnici, di venire a esporre quali programmi hanno in testa per far fronte alla prossima emergenza rifiuti perché noi, inascoltati e tacciati di catastrofismo, le soluzioni possibili le abbiamo già suggerite, e in tempo.

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