"Nel Policlinico regna la confusione totale". Tribunale dei diritti del malato punta il dito contro il Riuniti: "Si chieda una commissione d'inchiesta"

Durissima nota di Maria Rosaria Castrignanò, responsabile della sezione foggiana del Tribunale per i diritti del malato, che avanza interrogativi sui ritardi nella consegna del dipartimento di Emergenza-Urgenza

Immagine di repertorio

“Ci vuole una bella faccia di bronzo per sostenere che gli Ospedali Riuniti stanno reggendo bene alla seconda ondata epidemica”.

Lo scenario da emergenza Covid narrato da Maria Rosaria Castrignanò,  responsabile della sezione foggiana del Tribunale per i diritti del malato, infatti, è tutt’altro che roseo: “Evidentemente – scrive in una nota stampa - Dattoli non deve essersi accorto che nell'ospedale foggiano regna la confusione più totale con file di pazienti ed ambulanze che si recano al pronto soccorso, servizi messi alle corde ed in gran difficoltà, percorsi di pazienti e cittadini che si incrociano con quelli di pazienti Covid, operatori sanitari stanchi e spaventati, ospedale di Lucera praticamente chiuso”.

“Dopo aver fatto a brandelli l'area ospedaliera in vista di una ricostruzione complessiva, ‘l’imprenditore generale’ ha preso in fitto locali distanti dall'ospedale per milioni di euro. Ma il suo principale obiettivo non era l'attivazione del nuovo plesso di Emergenza-Urgenza (Deu)? Quello che dopo oltre tre anni dal suo insediamento è ancora chiuso. Eppure avrebbero fatto molto comodo, già dalla prima fase dell'emergenza sanitaria, i posti letto di terapia intensiva e l'adattamento delle numerose sale operatorie del Deu”, continua.

Pertanto, Castrignanò richiama l’intervento del primo cittadino: “Intervenga il sindaco Landella, quale autorità sanitaria, per chiedere conto, magari con una commissione d'inchiesta, di tutti questi inammissibili ritardi, visto che la costruzione del Deu è iniziata oltre sette anni e mezzo fa (era il 2013 quando Vendola dava il via ai lavori). Gradiremmo anche sentire anche la voce dell'opposizione su questa vicenda. Magari anche quella del direttore dei lavori. I cittadini hanno diritto di sapere perché l'opera più grande, più importante e più costosa della provincia  di Foggia non entra in funzione”.

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