Emergenza buche in via Gandhi, Cislaghi: "Bastano piogge primaverili per aprire voragini"

Per il ​segretario del circolo "CheGuevara" il problema delle buche è da rintracciare nella mancanda dello strato di fondo dell'asfalto. "Eppure le norme per l'asfalto urbano prevedono che sotto lo strato d'usura ci sia anche uno strato di binder alto almeno 4 centimetri e uno strato di fondo"

Buca in via Gandhi

“Ci risiamo. Sono bastate poche giornate di pioggia, neanche troppo intensa, perché si aprissero nuove buche sulle nostre strade che ci restituiscono un’immagine di quanto siano stati superficiali, e inefficaci, i controlli sulle opera stradali eseguite”.

E’ quanto scrive Giorgio Fiorenzo Cislaghi, ​segretario del circolo Che Guevara, evidenziando come, il problema delle buche, è da rintracciare nel fatto che manca qualcosa: “lo strato di fondo dell’asfalto. Eppure le norme per la costruzione di un buon asfalto urbano prevedono che sotto lo strato d’usura alto tre centimetri, ci sia anche uno strato binder alto almeno 4 centimetri e uno strato di fondo. Dalla banale osservazione delle nuove buche di viale Gandhi, si può notare che c’è solo uno strato di “conglomerato bituminoso” alto tre centimetri”.

“Viene da urlare per l’indignazione vedendo strade costruite da pochi anni sfaldarsi alle prime piogge primaverili sconvolgendo l’immagine delle nuove periferie rendendole sempre più  simili a quartieri dormitorio  degradati. Eppure gli asfalti urbani dovrebbero durare per almeno 25 anni senza bisogno di alcun intervento di manutenzione mentre questa strada, viale Gandhi, è stata costruita da pochi anni e non sono migliori le condizioni delle strade delle zone circostanti”.

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“Vale la pena di ricordare che le strade fanno parte delle opere di urbanizzazione primaria e la loro realizzazione è parte integrante della concessione edilizia e deve essere realizzata nei modi dovuti. Forse è per nascondere questo modo di fare le strade che si continuavano a sovrapporre strati di nuovo asfalto su vecchi strati in spregio alle norme vigenti. Di fronte a questi fatti, vien da chiedersi perché chi 5 anni fa ha sostenuto la candidatura a sindaco di Gianni Mongelli oggi ne è il principale oppositore. Ha forse paura - conclude - che il processo di discontinuità con l’amministrazione Ciliberti prosegua con rinnovato vigore? “

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