Mercoledì, 28 Luglio 2021

L'ex distretto militare va sgomberato, respinto il ricorso delle famiglie: "Ci buttano fuori, dove andiamo?"

L'ordinanza del 19 marzo è legittima. Respinta l'istanza cautelare presentata da un gruppo di abitanti dell'immobile che l'aveva impugnata e poco più di un mese fa aveva ottenuto la sospensione dell'efficacia del provvedimento fino alla Camera di Consiglio. Oggi le mamme, disperate, sono tornate al Comune

"La necessità di assicurare l’incolumità pubblica e privata anche degli stessi occupanti senza titolo" è ritenuta prevalente dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia che ha confermato la validità dell'ordinanza di sgombero dell'ex distretto militare firmata dal sindaco di Foggia, Franco Landella, il 19 marzo scorso, e ha respinto l'istanza cautelare presentata da alcune famiglie dell'ex distretto militare.

Nella camera di consiglio dell'11 maggio, in videconferenza, la Seconda Sezione del Tar presieduta da Giuseppina Adamo con l'intervento dei magistrati Alfredo Giuseppe Allegretta (primo referendario) e Lorenzo Ieva (referendario, estensore), ha dato ragione al Comune di Foggia e al sindaco che ha adottato l'ordinanza "per ragioni di sicurezza e salute pubblica e privata, ai sensi dell’art. 54 d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267, apprezzata la situazione di pericolo esistente all’interno del predetto edificio".

Si è pronunciata con un'ordinanza sul ricorso proposto dalle famiglie rappresentate e difese dall'avvocato Alessandra Casamassima contro Comune di Foggia, difeso dagli avvocati Antonio Puzio e Antonio Balestrieri, Prefettura di Foggia e Comando provinciale dei vigili del Fuoco (difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Bari) per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, dell'ordinanza contingibile e urgente di sgombero dell’intero stabile di via Ten. Col. Attilio Muscio, al civico 2, con imposizione del divieto di utilizzo dello stesso per qualunque ragione, e di ogni altro atto collegato, comprese le relazioni del sopralluogo esperito in data 16 marzo dal tecnico comunale del servizio lavori pubblici e quella del sopralluogo effettuato in data 19 marzo da personale del Comando provinciale dei vigili del fuoco con comunicazione alle Autorità preposte circa la necessità di sgombero dell’intero stabile in questione.

La domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente, era stata accolta con decreto pubblicato l'8 aprile scorso, concedendo una tregua agli abitanti dell'ex caserma Oddone fino alla data della Camera di Consiglio.

Secondo i magistrati, che a più riprese nel dispositivo ribadiscono che gli istanti occupano senza titolo l'immobile demaniale, l'ordinanza impugnata è adeguatamente motivata e supportata da istruttoria degli uffici tecnici comunali e da rilievi puntali dei vigili del fuoco.

Peraltro, i giudici hanno ricordato come quasi tre anni fa (sentenza n. 1475 del 15 novembre 2018) la stessa Sezione avesse già respinto l'impugnazione cumulativa delle ordinanze dirigenziali emesse in data 11 gennaio 2017 dal Comune di Foggia, in autotutela demaniale, per il rilascio e lo sgombero di alcuni alloggi provvisori nell'immobile. Allo stesso mondo, all'epoca, era stata sospesa l'efficacia delle ordinanze per poi decretarne la legittimità.

È stata un'altra doccia fredda per le mamme dell'ex distretto che oggi sono piombate prima davanti a Palazzo di Città e poi negli uffici del Servizio Politiche Abitative di via Gramsci. Temono che da un momento all'altro possano arrivare le forze dell'ordine per eseguire lo sgombero. "Il Comune è deserto, ormai non c'è più nessuno, a chi ci dobbiamo rivolgere? Ormai sono anni che va avanti questa storia". Oggi la delega alle Politiche Abitative è affidata all'assessore Lelio Pagliara.

"Le famiglie dell'ex distretto militare a voi del Comune e a tutta la cittadinanza cosa hanno fatto? Perché non meritiamo di essere sistemati? Se avessimo la possibilità non staremmo qui", dice una delle donne una volta lasciati gli uffici.  

Giulia Frascolla, leader della battaglia per il diritto alla casa dei foggiani nella morsa dell'emergenza abitativa, si appella ancora una volta al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: "Intervenga subito. Le famiglie del distretto, della palazzina pericolante di via San Severo e le altre che vivono nel degrado rischiano la propria vita con un tetto che può crollare da un momento all'altro, anche di notte". 

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