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"Siamo buttati lì come bestie". Mamme disperate protestano davanti alla Prefettura: "Vogliamo dignità per i nostri figli"

Sono le mamme dell'ex distretto, della palazzina pericolante di via San Severo e dei bassi di Santa Chiara. Le famiglie sono pronte a manifestare a Bari, davanti alla sede della Regione Puglia

 

"Signor prefetto, abbiamo bisogno di parlare con voi scendete giù: vogliamo i nostri diritti". Urlano all'indirizzo dei piani alti dell'ufficio territoriale del Governo di Foggia e richiamano l'attenzione con i fischietti.

Sono le donne dell'ex distretto, della palazzina pericolante della terza traversa di via San Severo e dei pianterreni di via Catalano, via Ricciardi e vico Solitario, tornate dopo due mesi esatti in corso Garibaldi per chiedere l'intercessione di Raffaele Grassi, che già in passato si è dimostrato particolarmente sensibile ai loro drammi.

Hanno steso vecchi e nuovi striscioni. "Vogliamo tutti i nostri diritti. Siamo stanchi. Dignità per i nostri figli". È la rivendicazione dai 'bassi di Santa Chiara'. Sono una quindicina di persone, soprattutto mamme, tra i casi più disperati dell'emergenza abitativa. Si sono coalizzate, accomunate dalle stesse disgrazie e dal sogno di una casa che non faccia acqua da tutte le parti e che non cada a pezzi. 

Il prefetto, impegnato stamattina, ha invitato la delegazione a tornare alle 18 con una lettera in cui vengano rappresentate tutte e tre le situazioni da inviare alla Regione Puglia.

Dall'ufficio territoriale del governo sarebbe già partita una nota inviata al presidente Michele Emiliano. Rappresenta l'ultimo tentativo per le famiglie pronte a trasferire la protesta a Bari.

In quelle case, in un raggio di poco più di un chilometro, abitano famiglie con bambini e persone con gravi patologie. Un residente della palazzina pericolante di via San Severo oggi per una brutta infezione ha fatto ricorso alle cure del pronto soccorso, e non può vivere in condizioni precarie.

C'è un'altra donna che lotta contro un tumore. I giorni passano inesorabili e loro provano a fare in modo che non si spengano i riflettori: "Siamo buttati lì come delle bestie". 

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